Tuscania, disoccupato dorme in macchina da diverse settimane. Ha perso il lavoro 2 anni fa

Tuscania, disoccupato dorme in macchina da diverse settimane. Ha perso il lavoro 2 anni fa

Da allora la sua vita è stata un calvario

15.04.2013 - 10:07

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Ha poco più di quarant'anni, M. F. operaio edile di Tuscania. A sedici ha iniziato a lavorare, più per necessità famigliare che per scarso interesse allo studio. Una vita vissuta senza lussi ma sempre dignitosa. Due anni fa l'impresa edile per la quale lavorava ha chiuso i battenti e per lui è iniziato un progressivo disfacimento economico e sociale.

Una vita dedicata al lavoro
lavoro "Per chi come me  vive esclusivamente del proprio lavoro, senza alcun bene immobile - racconta con voce roca M. F. - riuscire ad andare avanti in un piccolo centro come Tuscania, per uno che è disoccupato da troppo tempo, diventa un problema molto serio. Non paghi più l'affitto e ti sfrattano. Non puoi mantenere normali rapporti con gli amici che qualcosa si concedono, magari una pizza, una birra, una sera al cinema o una passeggiata nei paesi limitrofi. Allora all'indigenza si somma anche la solitudine. Non parlo di emarginazione perché nessuno mi ha allontanato. Sono io che ho smesso di frequentare i miei amici perché mi sentivo di peso. Quando non hai i soldi per la benzina devi sempre fare l'ospite nella macchina degli altri. Un mese, due e poi non ce l'ho fatta più. Passo le giornate da solo in giro per Tuscania e nelle campagne limitrofe a cercare asparagi e altri frutti selvatici. Da alcune settimane dormo in macchina perché l'amico che mi ospitava da qualche tempo ha dovuto lasciare i locali che aveva in gestione. La mia situazione è nota ai servizi sociali mami è stato detto e ripetuto che non possono fare niente. La mia domanda per l'assegnazione di una casa popolare è stata accettata ma mi trovo molto basso in graduatoria perché sono solo e non ho altri punteggi da aggiungere". Fino a qualche anno fa a Tuscania era possibile trovare dei lavori saltuari o stagionali in agricoltura che, pur non rappresentando una vera e propria occupazione, permettevano a tante persone di tirare avanti.

Difficile trovare un'occupazione "Non c'è più uno straccio di lavoro da fare - dice l’uomo - L'edilizia è praticamente morta; non c'è più nessun lavoro agricolo stagionale; tabacco, pomodori, fieno e paglia non esistono più. Mi sono rivolto anche a dei politici locali ma nessuno mi ha dato una mano".
Nella storia di M.F. c'è anche qualcosa di più della povertà e dell'autoesclusione sociale. "Come posso ospitare mio figlio se vivo in una macchina - afferma amareggiato - sono separato da diversi anni ma con mio figlio ho sempre mantenuto buoni rapporti. Tutte le volte che voleva stava qualche giorno con me a Tuscania. Quale padre, ottuso che sia, se la sentirebbe di ricevere suo figlio per farlo dormire in una macchina? Ho una vecchia tenda da campeggio e appena arriverà la bella stagione cercherò un posto per montarla ed andrò a vivere lì. Sempre meglio della macchina".

A cura di Fiorenzo De Stefanis

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