Nuove aree pedonali, l’ira dei negozianti

Nuove aree pedonali, l’ira dei negozianti

Ottanta operatori del centro storico insorgono contro il provvedimento comunale: "Nessuno ci ha interpellato"

13.01.2013 - 18:45

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Nuove aree pedonali: i commercianti del centro storico attaccano la giunta Mazzola. “Ci sembra di essere tornati indietro di qualche anno, a quando il sindaco Alessandro Giulivi, con un’ordinanza per la salvaguardia del patrimonio artistico - culturale si inventava una Ztl 0/24 (chiusura totale) del centro storico, e l’allora opposizione di sinistra, sfilava in prima linea nel corteo costituito da commercianti e cittadini. Oggi si sono dimenticati la battaglia fatta a spada tratta”. I commercianti protestano quindi per l’installazione delle nuove aree pedonali e ne spiegano dettagliatamente le motivazioni e l’iter che ha contrassegnato i provvedimenti messi in campo dall'amministrazione Mazzola. “Vin’ assessore Celli non chiude il centro storico ma si inventa i parcheggi blu e bianchi - spiegano -. Qui cominciano i problemi sempre più permessi rilasciati e sempre meno posti liberi. Il risultato ottenuto è che i cittadini di Tarquinia cominciano sempre meno a frequentare il centro storico e le sue attività, visto che non si trova parcheggio nemmeno a pagamento”. E ancora: “Il solito discorso, prima la frusta e poi il cavallo, eh si perché qualche scienziato è convinto che chiudendo il paese i turisti arriveranno a flotte per vedere quanto si cammina bene a Tarquinia! Allora arriva l’assessore Ranucci che con un colpo di spada crea una moltitudine di zone pedonali, concertate con i commercianti (dice lui) forse con il pensiero, visto che con un censimento svolto presso tutte le attività commerciali risulta che il 90 per cento esattamente 80 attività sono contrarie a questa decisione un po’ dittatoriale e nemmeno discussa. Visto che è stato l’assessore più votato si è sentito un po’ Marchese del Grillo ed ha deciso molto ‘democraticamente’, senza discutere né concertare, sulle spalle di tutti i commercianti di attuare dal 10 gennaio 2013 la nuova viabilità e zone pedonali”. I negozianti tarquiniesi attaccano anche l'assessore al commercio Renato Bacciardi. “Ma l’assessore al commercio Renato Bacciardi - affermano -, imprenditore anche lui che vive del proprio lavoro, non percependo uno stipendio fisso, si rende conto del momento di crisi che sta passando il settore commerciale - continuano -? Si rende conto che questa decisione di chiudere alcune zone del centro storico porterebbe quelle poche persone tarquiniesi che ancora lo frequentano ad andare altrove, visto che di turisti non se ne vede nemmeno l’ombra? Ma è proprio difficile concertare, discutere, confrontarsi, con le realtà esistenti, o le decisioni vengono prese a campione come fa comodo?” Ed infine l’ultimo attacco: “L'assessore Anselmo Ranucci a che altra città europea ci ha paragonati, - concludono - visto che la pista fluviale del Lido ce l’hanno in tutto il mondo, i paletti di ghisa con annessi vasi li hanno in tutto l’universo?”. Insomma, i commercianti della cittadina tirrenica disconoscono quanto asserito dall’amministrazione comunale, che sosteneva come, dopo aver fatto un sondaggio, aveva avuto l’assenso della maggioranza degli esercenti. Di fatto, sembra che ben 80 esercizi commerciali non siano di questo avviso e che la questione non sia nemmeno mai stata discussa.

A cura di Fabrizio Ercolani

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