Mazzola attacca e Meroi si difende: "Arsenico nell'acqua, la Provincia non ha responsabilità"

Mazzola attacca e Meroi si difende: "Arsenico nell'acqua, la Provincia non ha responsabilità"

Il presidente dell'Ente accusa il sindaco di Tarquinia di usare toni demagogici da campagna elettorale

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La questione dell’arsenico oltre a preoccupare i cittadini dei tanti comuni viterbesi colpiti in modo acuto dal fenomeno, ha dato il via ad un’accesa polemica soprattutto tra il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola e il presidente della Provincia Marcello Meroi. Qualche giorno fa Mazzola aveva attaccato senza mezzi termini sia la Regione sia l’Ente provinciale imputandoli come responsabili dei ritardi nella realizzazione degli interventi risolutivi del problema della non potabilità dell’acqua. E la risposta di Meroi non si è fatta attendere. “Comprendo perfettamente che con l’inizio della campagna elettorale il livello della propaganda e della demagogia è destinato a salire di tono e a scadere nello stile, - ha detto con toni pungenti il presidente della Provincia -, ma da un sindaco come Mauro Mazzola mi sarei atteso maggiore correttezza nel fare certe affermazioni. Mazzola è troppo intelligente per non sapere che la Provincia non ha alcuna competenza diretta né per ciò che riguarda la progettazione delle opere, né sul reperimento delle risorse da destinare alla realizzazione dei dearsenificatori. E’ vero – aggiunge Meroi – ci sono stati ritardi degli organi competenti, ma detti ritardi non possono certo essere addebitati all’Amministrazione provinciale”.
“Anzi, - sottolinea Meroi - sono oltre due anni che insieme all’assessore Paolo Equitani stiamo pressando la Regione, sollecitando costantemente interventi progettuali e finanziari in grado di scongiurare e ridurre al minimo i disagi nei Comuni direttamente interessati dall’entrata in vigore della direttiva europea”.
L'attacco di Mazzola Il sindaco di Tarquinia qualche giorno fa aveva espresso alla stampa il proprio malcontento misto a preoccupazione. “Chi afferma che siamo in ritardo nell’affrontare l’emergenza, deve sapere che le amministrazioni comunali sono state tradite da chi doveva provvedere nei termini previsti dalla legge. Per mesi la Regione Lazio, nella figura del commissario straordinario per l’emergenza Renata Polverini e dell’assessore all’ambiente Marco Mattei, e la Provincia di Viterbo, che oggi chiede di abbassare le tariffe con una proposta demagogica e impossibile da realizzare per non far saltare i bilanci, avevano promesso di mettere a disposizione le risorse necessarie per dare la possibilità di realizzazione dei dearsenificatori”.

Be.Mat.

 

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