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Lunedì 23 Gennaio 2017 | 21:52

Civita Castellana, il Comune salda i debiti con i suoi creditori

Un po' di ossigeno per le imprese che devono essere pagate

Civita Castellana, il Comune salda i debiti con i suoi creditori

Il Comune paga i propri creditori. Grazie al decreto legge dell’8 aprile 2013 numero 35 che garantisce ed incentiva il pagamento alle imprese dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni, accordando priorità ai crediti che le imprese non hanno ceduto al sistema creditizio, il Comune di Civita Castellana ha deliberato “la possibilità di innalzare il limite massimo di ricorso da parte degli enti locali ad anticipazione di tesoreria sino alla data del 30 settembre 2013 da tre a cinque dodicesimi (circa 7 milioni di euro), senza ricorrere all'apposito fondo denominato Fondo per assicurare liquidità per pagamenti di debiti certi, liquidi ed esigibili” istituito presso il ministero dell’Economia e delle Finanze.
Fino ad oggi, in base alle risultanze del settore Ragioneria, emerge che l’ammontare di debiti di parte capitale certi liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012 ovvero dei debiti di parte capitale per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro questo termine ammontano a complessivi 1.238.596,75 euro di cui circa 136mila finanziati da mutui contratti con la Cassa deposti e prestiti, circa 795mila euro finanziati con contributo regionale e circa 307mila finanziati con fondo di bilancio comunale.
I prossimi pagamenti sono esclusi dai vincoli del patto di stabilità interno nell’ambito degli spazi finanziari che saranno contenuti nel decreto che verrà emanato dal ministero dell’Economia e delle Finanze entro il 15maggio. Insomma il Governo italiano si è finalmente reso conto che le imprese e le ditte private che vantano dei crediti (anche da diverso tempo) nei confronti degli enti comunali debbono essere pagate se non si vuole far agonizzare e chiudere centinaia di aziende. Un sistema assurdo ed iniquo che sembra adesso, almeno in parte, essere risolto con il nuovo decreto legge numero 35 e che darà un po’ di respiro all’economia sia locale che nazionale.

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