La provincia di Viterbo-Rieti forse sarà "Tuscia-Sabina"

I dubbi dei due presidenti Meroi e Melilli, preoccupazione per i precari dei due enti

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Un incontro per discutere degli effetti del decreto di riordino delle Province varato dal governo Monti, che prevede l'accorpamento dei territori di Viterbo e di Rieti. Stamani il presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli, e il presidente della Provincia di Viterbo, Marcello Meroi, si sono messi al lavoro nel capoluogo sabino a Palazzo Dosi per analizzare fasi, temi e cronoprogramma del processo che coinvolgerà entrambi gli enti fino alla fine del 2013. In questo lasso di tempo si delineerà il nuovo volto della futura "Tuscia-Sabina". Tra i principali temi affrontati dai due presidenti ci sono innanzitutto la gestione dei servizi territoriali e del personale. 
Pur lavorando sull'accorpamento, entrambi i presidenti non hanno rinunciato a ribadire la loro contrarietà. Perché "non ha alcun senso". 
"Non condividiamo assolutamente decreto legge emanato dal governo – dichiara il presidente Melilli -. Siamo convinti che questo riordino non porterà a risparmi per il Paese, tant'è vero che il governo non è riuscito a quantificarli. Sarà necessario creare le condizioni per dare un’impostazione policentrica all’assetto della nuova provincia in modo da non abbattere il livello dei servizi offerti ai cittadini e alle imprese e da non incidere troppo pesantemente sui livelli occupazionali"."Nel nostro territorio - ha poi aggiunto Melilli - venerdì pomeriggio mi incontrerò con i sindaci dei Comuni e vedremo se ci saranno le condizioni affinché la provincia resti tutta intera". 
Meroi si è detto anche lui "molto critico" nei confronti del governo Monti sul tema. Quello sulle Province per lui "è un decreto fatto senza tener conto delle esigenze dei cittadini e di come la nuova Provincia possa soddisfarli e lavorare sul territorio". Sul fronte dei dipendenti: "il governo ci deve ancora far sapere quanti dovranno essercene - ha aggiunto -. Quelli di ruolo di Rieti e Viterbo non dovrebbero rischiare molto, ci sono perplessità sul personale precario, gestito dalle Province con due procedure assolutamente diverse".

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