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Mercoledì 18 Gennaio 2017 | 00:38

Marta, un gabbiano si lascia morire sul tetto per il dolore di aver perso la compagna

Incredibile vicenda nel centro storico. La gabbianella era rimasta intrappolata in una casa

Marta, un gabbiano si lascia morire sul tetto per il dolore di aver perso la compagna

Si potrebbe dire che questa, è una storia vera di profonda umanità, se non fosse che i protagonisti sono due gabbiani. L'episodio è successo qualche giorno fa, sui tetti del centro storico al n. 18, in via dell’orologio, proprio sotto la torre di Marta. Protagonisti una gabbianella ed il suo compagno, il quale da giorni è fermo immobile sopra il comignolo di una casa disabitata, divenuto purtroppo per la sua compagna una trappola mortale. Complice il freddo e la pioggia della trascorsa settimana, e di tantissimi gabbiani che in questi ultimi anni hanno proliferato in maniera esponenziale sul lago e sui tetti del paese, una gabbianella si è introdotta dal camino, per ripararsi dalle intemperie, scivolando per la canna fumaria fin dentro la casa disabitata del centro storico e rimanendo così imprigionata e senza via d'uscita. Lo sbattere continuo delle ali per cercar di uscire dalla stanza in cui era finita, hanno richiamato l'attenzione di alcune persone che vivono in zona, le quali hanno avvertito subito i proprietari che risiedono a Roma, invitandoli a venire a liberare l'animale. Cosa che però, purtroppo, ha richiesto tempi lunghi in quanto i proprietari, essendo fuori per lavoro, solo dopo qualche giorno sono potuti arrivare in paese. Un ritardo che purtroppo è stato fatale alla gabbianella che è morta, sfinita, dentro lo stabile.
Nel frattempo anche il compagno ,un bellissimo gabbiano che da giorni si aggirava sul tetto, non sentendo più il richiamo della compagna, anche lui attraverso il comignolo, è riuscito ad entrare nella casa disabitata per portare aiuto alla gabbianella, restando anche esso prigioniero nella stanza.

L'arrivo dei proprietari però è riuscito a salvarlo Una volta aperta la stanza, così, agli occhi dei due romani - padre e figlio - è apparsa una scena straziante. Il gabbiano ancora in vita, infatti, come ai piedi di un feretro stava lì, fermo immobile , accanto alla sua compagna che giaceva a terra morta da qualche giorno, come in una veglia funebre. Una volta afferrato per le ali, il gabbiano è stato rimesso in libertà, ma lui non ne voleva sapere di allontanarsi dalla sua gabbianella e dopo lungo un giro sorvolando i tetti, caparbiamente ritornava alla finestra da cui lo avevano lanciato i proprietari della casa, forse per morire vicino alla sua compagna. Ora la cappa del cammino situata sui tetti in via dell'orologio 18, da cui si vede tutto il lago di Bolsena, diventata la tomba della gabbianella, è stata chiusa con rete metallica scongiurando altri guai per i volatili. Ma quello che veramente sconcerta ora, è il gabbiano sopravvissuto, orfano della compagna, il quale da giorni resta fermo immobile sopra il tetto della casa disabitata, non tocca cibo e si sta lasciando morire, come fosse paralizzato dal dolore. La notizia ora sembra diventata un'attrazione ed in tanti si recano sotto il piazzale della torre dello, orologio sul belvedere, dove girando lo sguardo in direzione del campanile della chiesa davanti al lago, su può vedere ancora , il gabbiano triste ed immobile. Lui, incurante dei curiosi, resta solo, con il suo straziante dolore, forse in attesa di raggiungere la sua compagna in un'altra vita.

A cura di Danilo Piovani

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