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Sabato 25 Febbraio 2017 | 14:34

Una cyber loggia?

Una cyber loggia?

Una spia, anzi due, si aggirano nei computer sensibili dei Palazzi. Un ingegnere informatico e sua sorella vengono arrestati e a loro carico un pacco di accuse che dicono di un’attività di infiltrazione e dossieraggio a carico di personaggi illustri della politica e dell’economia.
E’ passato tanto tempo dai faldoni del Sifar, anni Sessanta, quando pezzi di Stato più o meno autorizzati raccoglievano informazioni su protagonisti del mondo politico, finanziario, dei partiti, delle imprese e delle istituzioni, con intenzioni che facevano capo a piani e ambizioni eversive della democrazia.
Adesso, le indagini ci fanno conoscere questa strana coppia, pare ben conosciuta negli ambienti della cosiddetta alta finanza, e per il momento non si aggiungono dettagli, se non uno con compassi e grembiuli, che consentano di precisarne il profilo e il raggio delle attività.
Sappiamo, così dicono le contestazioni, che erano riusciti a entrare nelle caselle postali di personalità di primo piano della vita politico-economica, Matteo Renzi, Mario Monti, Mario Draghi, il comandante generale della Guardia di Finanza.., e in sistemi informatici particolarmente delicati dello Stato.
Non ci sorprende.
Direi anzi che la notizia arriva persino in ritardo in una realtà, quella della rete, di cui ogni giorno veniamo a conoscere violazioni e saccheggi.
Tanto per restare all’attualità, si pensi a quello che sta succedendo in America con le agenzie per la sicurezza nazionale che consegnano al prossimo Presidente Trump un rapporto in cui si dice con chiarezza che il presidente russo Putin ha ordinato di infiltrarsi nella rete per screditare uno dei candidati nella corsa alla Casa Bianca, la democratica Hillary Clinton, a vantaggio ovviamente del competitor che, paradossalmente, è uscito vincitore dalle urne elettorale. E basterebbe solo fare un passo indietro e riaprire le questioni legate a Julian Assange e Wikileaks e a Tom Snowden.
Semmai, sulla base delle informazioni uscite e non accusando preventivamente nessuno, siamo incuriositi - e un poco preoccupati - di questa coppia che si materializza dietro la virtualità dei file, dei malware, dei silenti cavalli di Troia spediti nel computer delle ignari vittime.
Due cani sciolti? Una coppia di avventurieri del web che navigavano per proprio conto? Per curiosità personale? Difficile crederlo, e allora perché e per chi? Stavano mettendo insieme un archivio da vendere al migliore offerente?
Oppure, loro, esploratori truffaldini della rete, facevano parte di una rete più ampia che attraversa il web per uscirne e finire nelle stanze di qualche potere interessato? Una parola spunta fra le carte dei magistrati, Massoneria: Giulio Occhionero è stato Gran Maestro di una loggia romana e, sembra che le intercettazioni lo confermino, molto al dentro delle tortuose vicende che agitano i vertici italiani dell’associazione.
Anche in questo caso, con ovvia prudenza, il salto all’indietro è quasi immediato.
Non è il caso di rispolverare le storie della P2, di certi maestri venerabili, dei legami mai chiariti fino in fondo con strategie della tensione e banchieri finiti sotto i ponti di Londra, e ancora delle liste affollate dei nomi più vari della politica, del mondo imprenditoriale, dello spettacolo e delle istituzioni.
Stiamo ancora da quelle parti? Siamo in presenza di un post-rigurgito, di una faccenda tutta interna ai grembiulini, di una bega tra logge che ci dice di un passato residuale? O invece no, in un intreccio italico-neotecnologico, siamo sulla parte emergente di un sommerso di cui sarà bene scandagliare le profondità, i rapporti, le conoscenze e le connivenze?
Non siamo ancora in grado di capire estensione e profondità dei cyber-briganti. Viene da pensare a una modalità tutta nazionale di una perversione congenita e strutturale della rete. Vorrei dire, casereccia. Ma, quale che sia il caso, sarà bene chiarire il gioco che si stava giocando e tutti i giocatori. Sorelle e fratelli.

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