Cinquant'anni fa nasceva il mito di Opel GT: "Solo volare è più bello..."

Auto da sogno: anche a 50 anni dal lancio lo slogan “Only flying is better…” ancora descrive perfettamente la Opel GT

RETRO'... MARCIA

Cinquant'anni fa nasceva il mito Opel GT: "Solo volare è più bello..."

11.04.2018 - 19:12

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 “Nur Fliegen ist schöner…”, in inglese “Only flying is better…”solo volare è più bello. Queste parole - usate mezzo secolo fa per il lancio pubblicitario di un'auto da brividi - sono sufficienti a riaccendere l'emozione e a risvegliare la passione. Perché riportano la mente a un mito delle quattro ruote.

Come lo slogan pubblicitario, anche la vettura alla quale era dedicato è diventata un classico: la Opel GT, la sportiva che iniziò a essere prodotta esattamente 50 anni fa. Allora come adesso una vera dream car e una pietra miliare nella storia dell’automobile. I festeggiamenti per l’anniversario della nascita della Opel GT iniziano a maggio 2018 alla “Bodensee-Klassik”, la manifestazione dedicata alle auto classiche, ma gli appassionati avranno la possibilità di ammirare questa icona di stile anche in occasione di altri eventi che si svolgeranno nel corso dell’anno.


A essere precisi, tuttavia, la carriera della Opel GT inizia non 50 bensì 53 anni fa, con un sensazionale debutto al Salone Internazionale dell’Automobile di Francoforte del 1965, dove la Casa tedesca presenta una sportiva a due posti. Con la carrozzeria slanciata, il frontale spiovente con i fari a scomparsa, i prominenti passaruota e la coda tronca, la vettura era diversa da qualsiasi cosa realizzata in precedenza da un costruttore europeo. Le linee arrotondate della silhouette richiamavano quelle di una bottiglia di Coca Cola. Inizialmente Opel presentò la “Experimental GT” – la prima concept car di un costruttore tedesco - come uno studio per una vettura ad alte prestazioni. La vettura era stata progettata da Erhard Schnell e dal suo team nel nuovissimo “Styling Studio” di Rüsselsheim, il primo centro stile di un costruttore automobilistico europeo.

Erhard Schnell ricorda come lo sviluppo della GT fosse stato tenuto segreto: “All’inizio si trattò solo di un progetto di stile. Il mio capo non aveva informato il consiglio di amministrazione. Ma quando il prototipo fu quasi completo, non ebbe più scelta e dovette parlarne con i superiori. Quando la Experimental GT fu presentata internamente per la
prima volta avevamo una paura del diavolo. Fu un enorme sollievo per noi sentire
l’applauso che si levò spontaneo da parte degli alti dirigenti, estremamente soddisfatti del
risultato!”

Il loro coraggio fu ricompensato al Salone Internazionale dell’Automobile di Francoforte,
dove i mass media e il pubblico accolsero la GT con un grandissimo entusiasmo.
Nessuno si aspettava una vettura così sportiva e innovativa da Opel. Così, sei anni dopo i
primi disegni e solo tre anni dopo l'approvazione del progetto, la GT venne prodotta in
serie.


La prima Opel GT fu prodotta nel 1968, dopo essere stata messa a dura prova sul circuito
di prova di Dudenhofen, e fu uno dei primi esempi di collaborazione franco-tedesca. Le
carrozzerie francesi Chausson e Brissoneau & Lotz, con le quali Opel aveva già
collaborato a progetti precedenti, si occuparono dello stampaggio e della saldatura delle
lamiere, della verniciatura e dell'abitacolo della GT, prima di inviarla in Germania per
l'assemblaggio di telaio e motore.


Chi acquistava una GT poteva scegliere tra due propulsori a quattro cilindri: il primo, dalla
cilindrata di 1.100 cc e 60 CV, proveniva dalla Kadett mentre il secondo, da 1.9 litri e 90
CV, dalla Rekord. La GT 1900 fu subito particolarmente richiesta. La velocità massima di
185 km/h e l'accelerazione da 0 a 100 km in 11,5 secondi erano esattamente quello che i
clienti volevano. La vettura a trazione posteriore disponeva di serie di un cambio manuale
a quattro rapporti.

I clienti europei ordinarono molto raramente il cambio automatico a tre
velocità, disponibile a richiesta, che risultò invece assai popolare oltre Atlantico.


Friedhelm Engler, Design Director Exterior di Opel, descrive il comportamento dei colleghi
dell'epoca come “Un po' temerario! Fu abbastanza azzardato proporre un motore
anteriore centrale basato sulla Kadett B. Invece di rivestire parti prodotte in serie e già
presenti sul mercato con una nuova carrozzeria, ebbero il coraggio di fare qualcosa di
totalmente radicale, una vera e propria Gran Turismo. Si può dire che la GT sia audacia
fatta acciaio!”


La carrozzeria della GT di serie fu piuttosto diversa rispetto all'auto originale, risultando
perfino più atletica. L'anteriore era più imponente, lo sbalzo frontale ridotto. I rigonfiamenti
del sistema di aspirazione permisero di abbassare ulteriormente il cofano, i fari anteriori
rettangolari a scomparsa della Experimental GT furono sostituiti da occhi seducenti, che
conferirono alla vettura un aspetto ancora più indimenticabile. Le linee incisive e allo
stesso tempo eleganti ridussero il coefficiente di resistenza aerodinamica senza
aggiungere troppa portanza, permettendo così alla vettura di conservare stabilità anche
alle alte velocità toccate sulle Autobahn tedesche. Ma questo provocò un altro problema,
a dire il vero totalmente inatteso: secondo il comunicato stampa del settembre 1968, i
prototipi della GT non potevano viaggiare in nessun luogo senza essere scoperti dalla
stampa, perché la sua forma così aerodinamica “impediva qualsiasi camuffamento”.
Come il design della carrozzeria, anche l'abitacolo della GT – con i sedili anatomici, il
volante a tre razze e gli strumenti circolari – mostra un fascino che continua a emozionare
gli appassionati. Nonostante l'evidente richiamo alle emozioni, i designer della GT si
occuparono anche con la massima attenzione di sicurezza, montando sulla loro creatura,
per esempio, cinture di sicurezza a tre punti di ancoraggio, un sistema di protezione
integrale dal ribaltamento e dagli urti laterali e il piantone dello sterzo collassabile.
Attività sportiva: record e successi


Grazie al baricentro particolarmente basso, al peso ridotto, alla rigidezza della carrozzeria
e alla dinamicità del telaio, la GT era nata per correre. Le Conrero GT registrarono
numerosi successi nelle competizioni sulle lunghe distanze nei primi anni Settanta. Poi,
nel 1971, Georg von Opel, nipote del fondatore dell'azienda, trasformò la GT in una
vettura elettrica, che raggiungeva una velocità massima di 189 km/h e che segnò
numerosi record mondiali. Nel giugno del 1972 Opel costruì una GT diesel che stabilì due
record mondiali e 18 record internazionali presso il circuito di prova di Dudenhofen. La
velocità massima di 197 km/h su una distanza di 1.000 metri fu un risultato sensazionale
per le auto diesel dell'epoca. Erhard Shell, designer della GT, ricorda come si procedette
a ribassare ulteriormente la GT diesel: “Avevamo un budget limitato. Così prendemmo
una vettura che avrebbe dovuto diventare una decappottabile e tagliammo il parabrezza!”
Una soluzione semplice per un successo incredibile!


Nel 1969 sembrò che il sogno degli appassionati di decappottabili potesse diventare
realtà, quando Opel presentò al Salone di Francoforte la Aero GT decappottabile con
lunotto elettrico a scomparsa e tetto asportabile. Ma la vettura restò sempre a livello di
concept car.


La GT di serie, invece, fece emozionare i clienti fino al 1973, quando terminò la
produzione. Grazie alle sue prestazioni, all'originalità del design e al prezzo accessibile, la
popolarità della GT superò ogni previsione. Ne vennero prodotte in totale ben 103.463
unità in soli cinque anni. Non furono solo i clienti europei, ma anche gli americani ad amare
l'originale vettura sportiva prodotta da Opel, che ancora oggi vanta molti appassionati sui
due lati dell'Atlantico. La GT dimostra come anche i designer e gli ingegneri Opel
dell'epoca lavorassero secondo lo slogan “la precisione tedesca incontra l'arte scultorea”.
O, come spiega Ken Duken, attore e proprietario di una GT: “La pubblicità era sbagliata ...
volare NON è più bello!”

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