Accusato dalla moglie di maltrattamenti piazza in casa le microspie per smentirla

Ronciglione

Accusato dalla moglie di maltrattamenti piazza in casa le microspie per smentirla

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Si terrà il 10 febbraio 2017 la prima udienza del processo a carico di un anziano di Ronciglione accusato di maltrattamenti dopo le denunce presentate dalla giovane moglie romena di soli 37 anni.

Venerdì 20 gennaio 2017, davanti al gup, si sarebbe sarebbe dovuto partire il processo con i legali dell’uomo - gli avvocati Carlo Taormina e Samuele De Santis - pronti a chiedere il rito abbreviato condizionato alla trascrizione di alcune intercettazioni ambientali in possesso dell’uomo che smentirebbero molte delle accuse mosse dalla giovane donna.

L’udienza è slittata al 10 febbraio perché la notifica è stata fatta nell’abitazione che fino allo scorso anno era condivisa dai due coniugi e dove dall’inizio dello scorso anno l’uomo - per effetto di un provvedimento che gli impedisce di avvicinare la moglie - non può tornare.

La notifica è tornata indietro, segno che in quella casa non c’è nessuno. Per questo già nei prossimi giorni i legali dell’uomo potrebbero chiedere la revoca del divieto imposto all’anziano di tornare in quell’abitazione acquistata insieme alla moglie anni fa.

Tutto ruoterà intorno alle intercettazioni “fai da te” in possesso all’imputato. Una serie di registrazioni captate grazie alle microspie disseminate dall’anziano nell’abitazione condivisa con la donna.

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