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Venerdì 20 Gennaio 2017 | 14:52

Vignanello

Profanata la tomba di don Elio da Gualdo

Profanata la tomba di don Elio da Gualdo

Perché oltraggiare la tomba di don Elio Da Gualdo?

L’interrogativo introduce una vicenda di cronaca di carattere di certo non natalizio. Vicenda, però, nel cuore dei vignanellesi; e non di loro soltanto.

Don Elio Da Gualdo (1927-2015) è stato titolare della parrocchia di San Sebastiano fino al 2007, anno in cui fu istituita una parrocchia unica in paese.

Accudito con amore dalle sorelle, Anna ed Elena, don Elio svolse il proprio ministero a Vignanello dal 1959. Quasi mezzo secolo di presenza fattiva e appassionata, testimoniata tutt’oggi dall’affetto di plotoni dei “suoi giovani”, adesso cinquantenni.

Giorni addietro, alcune donne, con concitazione e preoccupazione evidenti, avvertirono le sorelle del religioso che la tomba del fratello era stata deturpata con un liquido scuro e oleoso.

Corsa al cimitero, gelo, commozione al cospetto della distesa marmorea, che giace a destra, appena varcato l’ingresso principale. Furono approntati immediatamente interventi di ripulitura.

In precedenza, la tomba era stata interessata da altri episodi incomprensibili, come raccontato da Elena.

In seguito ad un sogno, nel quale don Elio manifestava ammirazione e devozione per un’immagine della Madonna di Medjugorie, custodita in casa, le sorelle dell’ex parroco pensarono di deporla sulla tomba. In varie occasioni, l’immagine fu trovata spostata dalla collocazione iniziale. Poi fu rinvenuta spezzata.

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