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Giovedì 08 Dicembre 2016 | 16:57

Roma

Viterbese morì dopo caduta in corsia: spariti referti e verbali

Viterbese morì dopo caduta in corsia: spariti referti e verbali

L'ospedale San Camillo

Oltre alla pagina della cartella clinica, è sparito anche il referto della Tac e il verbale dell’intervento subito da Patrizia Moneti dopo la rovinosa caduta all’ospedale San Camillo Forlanini di Roma dove poi la donna originaria del Viterbese, che aveva subito un trapianto di cuore, morì.


Martedì 29 novembre 2016, al termine dell’udienza preliminare del processo per omicidio colposo, il gup ha disposto il non luogo a procedere per l’unica indagata, un’infermiera del reparto dove la Moneti era ricoverata. Ma l’inchiesta è non si chiude assolutamente.


Contestualmente il gup ha inviato gli atti in Procura per avviare delle nuove indagini, sia per fare maggiore luce sulle responsabilità del personale medico e infermieristico (compresa l’imputata) che per accertare le responsabilità sulla strana sparizione di documenti chiave per capire cosa è veramente successo in quel reparto.

L’incidente avvenne il 28 marzo del 2015 (LEGGI LA NOTIZIA) quando la donna, di 49 anni, cadde battendo la testa e morì per due emorragie cerebrali.

Davanti al giudice è finita solo un’infermiera, ma già nelle passate udienze il legale della famiglia della Moneti - l’avvocato Samuele De Santis - aveva chiesto ed ottenuto dal gup una serie di accertamenti per fare luce principalmente sulle 8 ore che sarebbero trascorso dal momento della caduta alla Tac. Tuttavia si sarebbero trovati nell’impossibilità di accertare documentalmente i fatti. Mancano le carte, sparite.


(Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 30 novembre 2016 - COMPRA L'EDIZIONE DIGITALE)

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