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Domenica 19 Febbraio 2017 | 22:24

Viterbo

Maestri licenziati, Uil all'attacco: "Non si cambiano le regole in corsa"

Maestri licenziati, Uil all'attacco: "Non si cambiano le regole in corsa"

Non ci sono lavoratori di serie A e di serie B”.

Silvia Somigli, segretaria della Uil scuola Viterbo, non ci sta: “Non c’è stata malafede o tentativi di accorciare le vie di una stabilizzazione del lavoro".


Dal sindacato di corso Italia 68, ritornano sulla vicenda dei maestri licenziati dal provveditorato (LEGGI). Insegnanti con diploma magistrale a indirizzo linguistico, impegnati anche nel sostegno.

La Uil scuola vuole dare "risposte concrete a chi continua a pensare che il sindacato sia uno strumento di difesa dei diritti", prosegue la Somigli: "Siamo pronti a rinnovare il nostro rispetto verso le istituzioni, ma anche verso i lavoratori". Il legale Massimo Pistilli, spiega: "Prima, chi faceva il magistrale poteva fare il maestro. Nel 2001, le cose sono cambiate".

Con le graduatorie del 2008, c'è stata una differenziazione netta nei percorsi, non tanto tra chi aveva il diploma e chi la laurea, ma tra chi aveva l'abilitazione e chi no: "Il problema è sui percorsi linguistici aperti all'istituto Santa Rosa", precisa Pistilli.

Due tesi: la prima dice che si deve avere riguardo al tema di studio. Il magistrale è abilitante; il linguistico non si sa. Alcuni pensano che questo titolo non sia abilitante (tra questi il ministero dell'Istruzione), altri dicono di sì: con il linguistico si può insegnare. "Tra chi dice ok, c'è il Consiglio di Stato", tuona Pistilli.


"Non si possono cambiare le regole in corso d'opera: c'è una questione aperta. Con lavoratori che hanno interessi diversi. Fra questi lavoratori, ci sono alcuni (15 della Uil) per cui il Consiglio di Stato dice che devono insegnare".


(Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 25 novembre 2016 - COMPRA L'EDIZIONE DIGITALE)

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