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Domenica 26 Febbraio 2017 | 04:22

Acquapendente

Appalti truccati, il Riesame conferma i domiciliari

Appalti truccati, il Riesame conferma i domiciliari

Restano tutti ai domiciliari, i cinque arrestati nell’ambito dell’inchiesta Vox Populi, sui presunti appalti truccati e le licenze commerciali “facili” ad Acquapendente.

Il tribunale del Riesame di Roma ha respinto le richieste di scarcerazione presentate dalle difese per Fabrizio Galli, Marco Bonamici, Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo, imprenditori aquesiani i primi due, dipendenti comunali gli altri (rispettivamente ex e attuale capo dell’ufficio tecnico del Comune di Acquapendente). Per il quinto arrestato, il funzionario regionale Giorgio Maggi, il tribunale della libertà ha dichiarato inammissibile la richiesta.

I cinque, ricordiamo, devono rispondere a vario titolo dei reati di turbativa d’asta, rivelazione di segreti d’ufficio e corruzione.

Secondo la tesi della procura, avrebbero costituito una specie di “cricca” in grado di pilotare gli appalti nel comune dell’Alta Tuscia a favore delle ditte locali, e in particolare a quelle di Galli, aggirando in alcuni casi le procedure di evidenza pubblica attraverso l’escamotage delle “somme urgenze”. In pratica lavori ordinari, sempre secondo l’accusa, spacciati per indifferibili in modo da consentire gli affidamenti diretti.

L’avvocato Enrico Valentini, che difende Galli, Bonamici e Friggi, è pronto a presentare ulteriore istanza in Cassazione per ottenere la scarcerazione dei suoi assistiti. Altrettanto faranno probabilmente i legali degli altri due indagati, Palumbo e Maggi.

“Non mi aspettavo niente di diverso, anche se non ho ancora visto le motivazioni con cui il Riesame ha respinto le nostre richieste - confida Valentini -. Lo farò quanto prima, dopodiché ricorrerò in Cassazione".

(Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 8 novembre 2016 - COMPRA L'EDIZIONE DIGITALE)

 

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