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Martedì 28 Febbraio 2017 | 17:43

Acquapendente

Appalti truccati, l'inchiesta è solo all'inizio

Appalti truccati, l'inchiesta è solo all'inizio

A far scattare l’indagine sugli appalti truccati ad Acquapendente sono stati gli esposti (LEGGI) presentati da un imprenditore, Mauro Gioacchini - che si sentiva danneggiato dal presunto sistema messo in piedi dal concorrente Fabrizio Galli - ma anche, si apprende adesso, le dichiarazioni rese ad inizio 2014 (marzo) dal presidente di un comitato di cittadini, che, scrive il giudice, “aveva acquisito informazioni in merito alla gestione di alcune procedure di evidenza pubblica”.

Sono partiti da qui, i magistrati e gli investigatori della Guardia forestale: il lavoro è andato avanti per mesi e - si intuisce - non è affatto finito.

Sembra infatti che, dall’osservazione delle mosse degli arrestati e degli indagati - in alcune circostanze pedinati e filmati - e dall’ascolto sia telefonico che ambientale delle loro conversazioni (INTERCETTATA TANGENTE DELL'8%, LEGGI), gli inquirenti abbiano avuto la possibilità di mettere gli occhi su tutto un “mondo” che va oltre i confini di Acquapendente, in particolare in relazione a finanziamenti regionali per lavori di somma urgenza, laddove è di tutta evidenza che i funzionari e i dirigenti che hanno gestito le pratiche aquesiane sono gli stessi a cui andrebbero ricondotti interventi analoghi in tante altre zone della provincia.

E’ per questo che quello aquesiana sarebbe solo il capitolo iniziale di un’indagine molto più grande, composta addirittura da 7 filoni (LEGGI) sui quali vige il più assoluto riserbo.


(Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 27 ottobre 2016 - COMPRA L'EDIZIONE DIGITALE)

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