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Domenica 26 Febbraio 2017 | 11:01

Acquapendente

Si indaga sulla rete di rapporti tra funzionari, imprenditori e politici

Si indaga sulla rete di rapporti tra funzionari, imprenditori e politici

Una fitta rete di rapporti tra dirigenti pubblici, imprenditori e politica, quella che gli inquirenti stanno cercando di decifrare con l’inchiesta Vox populi, nell’ambito della quale sono finiti in carcere, la settimana scorsa, il responsabile dell’ufficio tecnico di Acquapendente Vincenzo Palumbo, il suo predecessore ora in pensione Ferrero Friggi, il funzionario della Regione Giorgio Maggi e i due costruttori Fabrizio Galli e Marco Bonamici.

Una gelatina, si potrebbe pure definire, fatta talvolta anche di cene e pranzi. Come quella volta in cui a pranzo, in un agriturismo di Galli, avrebbe partecipato insieme a Friggi il consigliere regionale Enrico Panunzi. Nei giorni successivi Friggi chiamò Palumbo per sollecitargli l’indizione del bando e consigliargli una procedura ristretta ad inviti, privilegiando le aziende locali che non avrebbero dato problemi.

Sette, oltre a quello noto, i filoni di indagine (LEGGI), come si evince dall’ordinanza di custodia cautelare: tre sono del 2014, tre del 2015 e uno del 2016. Per quanto riguarda quest’ultimo, si apprende che sono stati effettuati sequestri anche nei giorni scorsi, o meglio la mattina stessa in cui sono stati eseguiti gli arresti: infatti, a Fabrizio Galli sono stati portati via anche documenti su fatti diversi da quelli per i quali è stato spiccato il mandato di cattura (fascicolo del 2014).

La stessa cosa è avvenuta al Comune di Acquapendente. Ma, a parte ciò, poco si sa dell’attività investigativa vera e propria, dell’oggetto specifico delle indagini, degli enti e delle persone coinvolte. Le quali tuttavia potrebbero essere numerosissime (LEGGI).

Sembra che un faro piuttosto potente sia stato acceso dai pubblici ministeri e dalla Guardia forestale sui lavori cosiddetti “di somma urgenza”, affidati sia tramite gara, sia senza, laddove, in quest’ultimo caso, pur se previsto dalla legge, non sarebbe in realtà esistita la necessità di adottare questa particolare procedura.

Gli investigatori cercano dunque di ricostruire tutti i passaggi di denaro.

(Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 23 ottobre 2016 - COMPRA L'EDIZIONE DIGITALE)

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