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Domenica 22 Gennaio 2017 | 06:56

Acquapendente

Tutto è partito da un imprenditore escluso dal giro

Tutto è partito da un imprenditore escluso dal giro

Ha indagato la Forestale

Tutto è partito dalle denunce di un imprenditore che, a causa dei ritardi degli uffici del Comune, aveva visto sfumare l’ampliamento di una cava di basalto.

Proprio dalle indagini scaturite da quella segnalazione - ossia dalle intercettazioni telefoniche e dalle acquisizioni di fascicoli e documenti presso l’ufficio tecnico - ha preso corpo l’attività della Forestale che ha portato all’operazione "Vox Populi", scattata lunedì 17 ottobre 2016 con l’arresto (LEGGI DEGLI ARRESTI) di 2 imprenditori, Fabrizio Galli e Marco Bonamici, 2 impiegati del Comune aquesiano, Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo, e un funzionario della Regione, Giorgio Maggi.

Per tutti si ipotizzano, a vario titolo, i reati di corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio (SCENA MUTA DAVANTI AL GIP, LEGGI).

L’imprenditore della cava di basalto presentò una domanda per ampliare l’attività estrattiva. Ma gli strani ritardi degli uffici comunali nel mandare avanti la pratica finirono col procurare danni all’impresa.

Infatti nella zona, dopo qualche tempo, fu imposto un vincolo e dunque l’ampliamento dell’attività estrattiva non fu più possibile. Un danno di circa 20 milioni di euro per l’azienda.

E’ a questo punto che l’imprenditore presenta gli esposti.

(Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 22 ottobre 2016 - COMPRA L'EDIZIONE DIGITALE)

 

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