Appalti truccati, scena muta davanti al giudice

Acquapendente

Appalti truccati, scena muta davanti al giudice

20.10.2016

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I quattro con le posizioni, per così dire, più complesse si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere. Uno invece, l’attuale capo dell’ufficio tecnico del Comune aquesiano, ha invece parlato e si è detto totalmente estraneo ai fatti contestati.

Turbativa d’asta, rivelazione dei segreti d’ufficio e corruzione: questi i reati contestati a vario titolo dalla Procura di Viterbo (pm Tucci e D’Arma) ai cinque arrestati lunedì 17 ottobre 2016 nell’ambito dell’inchiesta Vox Populi sugli appalti truccati e le licenze commerciali “facili” ad Acquapendente (LEGGI), che sono comparsi davanti al gip Stefano Pepe per l’interrogatorio di garanzia.

Per tutti e cinque il giudice, dopo due ore di “colloquio”, ha confermato la misura cautelare dei domiciliari. Si tratta degli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici, molto conosciuti nell’Alta Tuscia, del funzionario regionale Giorgio Maggi, dell’ex responsabile dell'ufficio tecnico Ferrero Friggi e del suo successore, il 36enne ingegnere Vincenzo Palumbo. Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Claudia Polacchi, è il solo che ha risposto alle domande dei magistrati.


(Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 20 ottobre 2016 - COMPRA L'EDIZIONE DIGITALE)

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