Addio centrale: l'Enel mette in vendita Montalto di Castro

Bando pubblico

Addio centrale: l'Enel mette in vendita Montalto di Castro

06.05.2016 - 13:54

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Un bando pubblico per chiamare investitori dall’Italia e dall’estero a progettare una nuova vita per la centrale di Montalto di Castro: è quanto ha presentato ufficialmente l’Enel giovedì mattina, sedendosi al fianco dei rappresentanti degli enti locali e di Confindustria. Un bando pubblico per chiudere definitivamente una storia, per aprirne un’altra di tutt’altro genere. Per presentare il progetto sono arrivati a Montalto il direttore di Enel Italia Carlo Tamburi, il direttore Ambiente e Sistemi naturali della Regione Lazio Vito Consoli, il presidente di Unindustria Lazio e vicepresidente designato di Confindustria Maurizio Stirpe, assieme al sindaco Caci e al presidente della Provincia Mazzola. Il bando sarà aperto il 24 maggio, il termine è fissato il 3 ottobre. Da quel momento una commissione giudicatrice si metterà al lavoro per individuare la proposta (o più realisticamente più di una) capace di tradurre in realtà le esigenze di sviluppo economico, occupazionale e turistico dell’area. Ad affiancare Enel nella selezione delle proposte ci sarà il Politecnico di Milano, ma il via libera dovrà arrivare anche dagli enti locali.

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E’ una parola che ricorre, nell’intervento del direttore di Enel Italia Tamburi: condivisione. La “cattedrale nel deserto” nella quale oggi ci si aggira è frutto di errori strategici e di metodo lontani, e oggi Enel mira a dare con forza il segno del cambiamento dei tempi e dei modi. Il territorio e le sue esigenze saranno insomma - garantisce il direttore - le prime preoccupazioni.
“Il bando guarderà al mondo - spiega Tamburi - dobbiamo fare in modo di attrarre l’interesse anche da grandi multinazionali come Apple e Amazon, che negli ultimi anni stanno investendo in modo consistente in Italia”.

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Il progetto non riguarda solo Montalto: quello denominato “Futur-E” è un grande piano di riconversione che coinvolge ben 23 centrali in tutta Italia; due di queste sono già state “sistemate” (Alessandria e Porto Marghera), altre 21 saranno riconvertite nei prossimi anni; di queste Montalto è la più grande, con i suoi oltre duecento ettari, e la più complessa. Era nata per essere una centrale nucleare, poi dopo il referendum del 1986 la parte nucleare fu abbandonata per aprire una centrale termoelettrica convenzionale, ma dal Duemila a oggi la produzione è stata prima minima, poi nulla; dal 2009 Montalto ospita anche un impianto fotovoltaico in grado di produrre oltre 7 milioni di chilowattora l’anno, pari al fabbisogno di quasi tremila famiglie.
Quale futuro? “Bisogna dare spazio alla fantasia” dice il direttore di Enel, e cita il caso della centrale di Alessandria: qui Futur-E è già alla fase realizzativa, e tre sono stati i progetti prescelti, molto eterogenei (uno per sport estremi, uno di agro-business e uno di ambito socio-assistenziale). Enel porta come esempi anche casi analoghi all’estero (“perché il problema non è certo italiano, ma di tutta Europa” sottolinea il direttore): a Shanghai la vecchia centrale è diventata un museo d’arte moderna, a Lisbona un museo dell’elettricità e della storia nazionale; a Londra quella che era la “Bankside power station” ospita dal Duemila la Tate Modern, uno dei poli museali più famosi e più visitati al mondo. Di certo c’è che la domanda di energia e i cambiamenti nella sua produzione mettono “fuori gioco” questi impianti, che in ogni caso non potrebbero tornare a produrre. Alle riserve di chi non crede che saranno molti ad aderire al bando, Enel oppone i numeri di Alessandria: ben duecento partecipanti. Beninteso che il sito di Montalto è decine di volte più grande; proprio per questo, aggiunge Carlo Tamburi, qui non chiediamo solo idee, ma anche investimenti, progetti concreti. Sarà un percorso lungo e articolato - conclude - dopo la chiusura del bando a ottobre ci vorranno almeno due mesi per vagliare i progetti e fare una scelta. La nostra speranza è trovarci tra un anno a presentare il vincitore, o i vincitori”.
Infine Enel si fa garante dei posti di lavoro: “Oggi in centrale ci sono 56 lavoratori, che non corrono nessun rischio se non quello di essere spostati da un’altra parte”.

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