Civita Castellana, opere d'arte nel centro storico. Ecco la ceramica di mastro Cencio

Civita Castellana, opere d'arte nel centro storico. Ecco la ceramica di mastro Cencio

Collocato in via del Tiratore il lavoro in terracotta di Vincenzo Dobboloni

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La cittadina vanta artisti di eccezionale valore. Dalle loro esperte mani la semplice argilla si trasforma in splendidi capolavori nei quali la manualità sopraffina si fonde armoniosamente con la bellezza artistica. Opere d’arte che da qualche anno, su volontà dell’amministrazione comunale civitonica, vengono collocate nel centro storico cittadino, arricchendolo e valorizzandolo. La settimana scorsa nella panoramica e suggestiva via del Tiratore, è stata collocata in esposizione permanente una composizione ceramica di Mastro Cencio, nome d’arte di Vincenzo Dobboloni.
“E’ un pannello in terracotta - commenta l’artigiano specializzato in ceramiche d’imitazione - dedicato al pittore che nel secondo quarto del IV sec. a. C. decorò il celebre cratere dell’Aurora. Il mio pannello, di cm112 x 192, è stato creato con 54 mattonelle in terracotta dipinte a mano, cotte, patinate e contenute da una modanatura perimetrale, ugualmente in cotto. Un’opera che ho realizzato in circa tre mesi d’impegnativo lavoro”.
Il cratere a volute dell’Aurora, conservato presso il Museo di Villa Giulia di Roma, è il capolavoro di ceramica a figure rosse più conosciuto e famoso del territorio falisco. Un reperto rinvenuto a Falerii Veteres nella tomba 4 delle Colonnette. Il vaso è ritenuto dagli studiosi come esempio di perfezione per forma, decorazione e rappresentazione scenica.
“Nel pannello - spiega Mastro Cencio - ho riprodotto al centro il personaggio dell’Aurora sulla quadriga ascendente dal mare, simboleggiato da un ippocampo, un delfino e una pistrice. Il carro si dirige verso il cielo, dove volano due anatre. La dea è rappresentata nuda con il mantello svolazzante dietro le spalle mentre abbraccia il giovinetto Kephalos, anch’egli nudo. Davanti al primo cavallo una figura femminile nuda e alata volge la testa all’indietro, verso la coppia”. L’opera d’arte, collocata nei pressi del Forte Sangallo, è l’ennesimo impegno professionale di Vincenzo Dobboloni.

Servizio integrale nel Corriere di Viterbo del 28 aprile
A cura di Alfredo Parroccini

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