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Giovedì 08 Dicembre 2016 | 17:03

Viterbo

Ancora più di un mese
di accoglienza
per i rifiuti romani

L'assessore regionale Civita: "Lo smaltimento a Viterbo continuerà fino alla riepartura di Cupinoro. Nel nuovo piano ogni Ato sarà autosufficiente"

Ancora più di un mese
di accoglienza
per i rifiuti romani
Il vicesindaco Luisa Ciambella aveva chiesto di far terminare il flusso dei rifiuti romani a Viterbo entro marzo, ma per l’assessore regionale Civita bisognerà attendere un po’ di più.Almeno fino alla riapertura della discarica di Cupinoro. “Se il ricorso gerarchico che è stato presentato non sarà accolto - ha spiegato l’assessore - ci impegniamo comunque a trovare una soluzione alternativa”. Civita ha quindi illustrato le linee guida del piano dei rifiuti che verrà: “Verrano ridisegnati gli attuali Ato: Roma ne avrà due, uno a testa le altre province. Ogni Ato dovrà essere autosufficienti”. Traduzione: anche Rieti dovrà quindi adeguarsi e smaltirsi in proprio la sua monnezza. Civita è intervenuto ieri pomeriggio nella sala conferenze della Provincia, affollatissima per l’incontro organizzato dal Pd sulla “grande monnezza”. “Non mi pare che i precedenti amministratori regionali, autori dell’attuale piano rifiuti, siamo mai venuti qua a dare spiegazioni”, ha esordito Panunzi, ripercorrendo le tappe dell'attuale emergenza: “Dobbiamo preservare l’area di Monterazzano che ha una capienza ancora di 47 ettari". Per il consigliere regionale democrat non c’è alcuna sudditanza né obbedienza: “E’ il principio di solidarietà quello che ha portato qua i rifiuti di Roma. Ma non dimentichiamoci che Frosinone ne smaltisce tre volte di più”. Il sindaco Michelini al solito usa toni felpati, ma il messaggio all’assessore Civita è chiaro: il piano dei rifiuti va cambiato: “I sacrifici siamo disposti a farli, ma devono essere motivati. Il conferimento dei rifiuti romani a Viterbo deve avere un inizio e una fine, anche perché la nostra provincia non è come le altre. Siamo un territorio agricolo, abbiamo le nostre specificità, come le acque termali, che non possono essere soffocate dal principio di prossimità. Anche Rieti deve fare la sua parte”. Stoccate tra il capogruppo del Pd Serra e Panunzi, ormai in aperta polemica: “L’omogeneità politica su certe questioni non vale più, io non faccio parte della ditta”. Cita don Milani: “L’obbedienza non è una virtù, non c'è ragione di statoo di partito che tenga. Questa situazione non è più tollerabile”. Anche il vicesindaco Luisa Ciambella dice basta alle servitù: “Non siamo disponibili ad accettare in maniera acritica scelte calate dall'alto. Le nostre richieste di chiarimenti alla Regione hanno avuto solo una parziale risposta. Il piano rifiuti della Polverini prevede sì degli automatismi, ma alla base dovrebbero esserci comunque atti amministrativi”.

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