"Lucciole" disperate, la crisi fa crollare il mercato della prostituzione in centro

"Lucciole" disperate, la crisi fa crollare il mercato della prostituzione in centro

Vi lavorano ragazze dell’Est, colombiane e trans. E intanto arrivano i "massaggi thailandesi". Anche il fenomeno sta subendo i contraccolpi della crisi difficile per i clienti trovare somme di 30 o 50 euro per un incontro

21.05.2013

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E’ vero che, per i vizi, non si bada a spese. Ma, in tempo di crisi, anche cinquanta o trenta euro in più al mese - per non parare degli incontri con cadenze settimanali - incidono pesantemente. E così, in attesa che il mercato venga invaso da offerte parallele e alternative, di marca orientale - se ne è già avuto qualche sporadico indizio -, le professioniste del sesso - dell’Est, o sudamericane - soffrono.
In particolare, soffrono quelle che operano nel centro storico. Una presenza fitta. Ma, per la discrezione che ne caratterizza il “modus operandi”, quasi palpabile. In un centro in cui, la notte, non solo nei fine settimana, dilaga un’atmosfera di divertimento, è facile, per le professioniste del sesso (anche giovani e giovanissime), mescolarsi tra la folla. Quando si tratta di contare i frutti dei loro “contatti”, però, il piatto piange.
Ci sono almeno tre filoni che, da tempo, convivono pacificamente tra le mura del centro storico. Ragazze dell’Est, colombiane, transessuali. Ciascuno di questi, non da ora, si appoggia a luoghi e locali particolari, che la “concorrenza” risparmia.
La correttezza e la riservatezza con cui avvengono queste frequentazioni, impedisce spesso di accorgersi di quale sia la attività sottostante delle ragazze a un occhio non esperto.

Servizio integrale nel Corriere di Viterbo del 20 maggio

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