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Sabato 25 Febbraio 2017 | 21:26

“Dopo la Macchina pure San Pellegrino patrimonio Unesco”

Lo promette il sindaco Giulio Marini, presente al Salone del libro di Torino con il Sodalizio

“Dopo la Macchina pure San Pellegrino patrimonio Unesco”

"Non ci sono più ostacoli perché la Macchina ottenga il riconoscimento dell'Unesco". Giulio Marini, reduce dal Salone del libro di Torino, assieme al Sodalizio dei facchini, centrato l'obiettivo della Macchina, guarda già al futuro e se ne prefigge un altro. Non meno ambizioso. Quello di far sì che "anche il quartiere San Pellegrino abbia il riconoscimento dell'Unesco" come patrimonio immateriale dell'umanità. Mentre la procedura richiesta dall'Unesco per la Macchina viene puntualmente rispettata, in attesa che, tra il 4 e l'8 dicembre, avvenga l'ufficializzazione a Baku (Azerbaijan), "uno dei primi traguardi da prefiggersi per l'amministrazione - dice il sindaco Marini - è quello di adoperarsi con ogni mezzo perché anche a San Pellegrino, come alla Macchina, arrivi il riconoscimento dell'Unesco". Il fascinoso quartiere che ha, al centro, quel Palazzo dei papi noto urbi et orbi, è uno dei centri medioevali meglio conservati al mondo.
Ma, ieri, c'è stato il rientro da Torino anche del presidente del Sodalizio dei facchini, Massimo Mecarini. "Il convegno di ieri (venerdì, ndr) - dice - rappresenta una di quelle azioni di salvaguardia, che sono uno degli step intermedi richiesti dall'Unesco tra la candidatura e il riconoscimento. C'erano i sindaci di Viterbo, Nola, Palmi e Sassari (la rete delle macchine a spalla, ndr) e i rappresentanti delle comunità, i facchini, i regnanti di Sassari, gli 'mbuttatori di Palmi e i cullatori di Nola. Al Salone, c'era il padiglione della Calabria e, lì, è stato proiettato il filmato che fa parte del progetto. Probabilmente, lo presenteremo in via ufficiale quanto prima. Poi, dovremo fare qualche altra azione di salvaguardia".

n.m.

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