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Sabato 21 Gennaio 2017 | 09:38

Emergenza arsenico: captare acqua dai Cimini? Ipotesi fantasiosa

Il professore di geologia applicata Ugo Chiocchini boccia il progetto presentato dai colleghi dell'Università della Tuscia

Emergenza arsenico: captare acqua dai Cimini? Ipotesi fantasiosa

“L’emergenza arsenico non può essere risolta con la captazione di acque sotterranee in punti ben precisi del sottosuolo dei Monti Cimini e di Viterbo”. Questo il giudizio del professor Ugo Chiocchini, ordinario di geologia applicata dell’Unitus fino al 2009, che ritiene la suddetta ipotesi (facente parte di un progetto elaborato dalla stessa Università della Tuscia) collegata ad un modello idrogeologico inattendibile per numerosi motivi, alcuni dei quali sono di seguito illustrati.

L’ipotesi di captazione di acque sotterranee in punti ben precisi del sottosuolo dei Monti Cimini e di Viterbo è collegata ad un modello idrogeologico che lo scrivente, ordinario di geologia applicata dell’Università della Tuscia fino al 2009, ritiene inattendibile per numerosi motivi, alcuni dei quali sono di seguito illustrati. Il reale significato idrogeologico del “flysch” è distorto, perché è considerato come un complesso in parte a bassa permeabilità, in parte semipermeabile, mentre in tutti gli studi per ricerca geotermica del Lazio e della Toscana (Società Terni; Enel; Consiglio nazionale delle ricerche; Università di Siena) al “flysch” è attribuito il significato di complesso a permeabilità molto bassa. Questo complesso è fondamentale nel contesto idrogeologico regionale, poiché isola il sottostante “acquifero carbonatico” (che ospita i fluidi termali contenenti l’arsenico) dai sovrastanti acquiferi vulcanici con acque fredde dei Monti Sabatini, dei Monti Cimini, dei Monti Vulsini nel Lazio e del Monte Amiata in Toscana.

Servizio integrale nel Corriere di Viterbo del 6 maggio
a cura di Ugo Chiocchini
       

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