Un "museo" della macchina di Santa Rosa tra le rotatorie della città

Un "museo" della macchina di Santa Rosa tra le rotatorie della città

Progetto discusso a palazzo dei Priori, pensando anche a speciali protezioni contro gli atti vandalici

25.04.2013 - 19:13

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C'è già un primo nucleo di quello che, a suo modo, potrebbe essere un "museo della Macchina" disseminato per la città. Si trova lungo la circonvallazione ferroviaria che, dal Poggino, arriva alla Teverina. E' parte di quella "Sinfonia d'archi" che, acquistata dal costruttore, Vincenzo Battaglioni, è stata donata da quest'ultimo al Comune. All'ultimo consiglio, a palazzo dei Priori, se ne è discusso: ventilando che, su ciascuna delle rotonde del capoluogo, venga posizionato un frammento d'una Macchina "storica". Idea seducente: e che, certamente, verrà ripresa in esame e, se lo si riterrà opportuno, sviluppata nel corso della prossima consiliatura.

Monumenti alle macchine che furono Il primo nucleo già esistente, come detto, sembra propizio a far sviluppare idealmente, attorno a sé, altri piccoli "monumenti" alle macchine che furono. Naturalmente ci sono dei problemi da risolvere. Il primo: si tratta di macchine che, a suo tempo, vennero costruite con legno, ferro e cartapesta; dunque, sono fragili. Per questo, dovrebbero essere protette in apposite teche. Secondo problema: gli atti vandalici. Si è visto che, durante le feste natalizie, lo spirito della ricorrenza non ha, purtroppo, frenato i tanti giovani vandali che, per divertirsi, andavano a danneggiare le fioriere. Le protezioni per l'allestimento dei resti di macchina sulle rotatorie dovrebbero, dunque, essere particolarmente robusti, in modo tale da resistere agli attacchi dei malintenzionati. Risolti questi problemi, ci sarebbe da reperire i frammenti delle macchine. In qualche caso, come per il "Volo d'angeli" di Zucchi, non sembra un'impresa facile. Di questa grande macchina, non resterebbe che un frammento: un leone della base, e poco più. C'è stato anche chi, come il consigliere Marcosano, è andato oltre. Marcosano ha proposto che, una volta ritrovati i reperti, se ne faccia, nel quartiere San Pellegrino, un percorso, capace di collegare i vari punti tra loro. Insomma, si tratterebbe di allestire una "strada della macchina" nel cuore del centro storico. Idea, anche questa, che merita d'essere coltivata. E che, oltretutto, non sembra essere particolarmente dispendiosa.

n.m.

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