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Martedì 24 Gennaio 2017 | 12:07

"Arsenico, la soluzione c'è". Uno studio di Silvano Onofri e Vincenzo Piscopo

"Le fonti non inquinate da arsenico potrebbero soddisfare non solo il fabbisogno del capoluogo della Tuscia ma della gran parte dei paesi"

"Arsenico, la soluzione c'è". Uno studio di Silvano Onofri e Vincenzo Piscopo

Niente arsenico nell’acqua: l’UniTus ha in mano la soluzione, ora serve l’impegno della politica. Una soluzione per captare acque prive di arsenico per gli acquedotti pubblici arriva da una ricerca effettuata dal gruppo di idrogeologia dell’Università della Tuscia di Viterbo.
Ad illustrare i risultati di anni di ricerche il professor Silvano Onofri ed il suo collega Vincenzo Piscopo; il primo direttore del Dipartimento di scienze ecologiche e biologiche ed il secondo idrogeologo. Secondo lo studio: nel sistema ciminovicano ci sono alcune falde acquifere con bassi contenuti di arsenico. Queste falde sono state intercettate dai ricercatori universitari: esaminate le acque sono state trovate con valori di arsenico al di sotto del limite fissato dall’Unione europea in 10 microgrammi per litro. Il territorio esaminato e di oltre900chilometri quadrati con 170.000 abitanti.
“Le fonti non inquinate da arsenico -hanno detto i due docenti dell’Unitus - potrebbero soddisfare non solo il fabbisogno del capoluogo della Tuscia ma della gran parte dei paesi. Più si attinge da sorgenti a quote più basse e vicine alle acque termali di cui il sottosuolo viterbese e ricco (come avviene ora per gran parte degli acquedotti viterbesi), più aumenta la concentrazione di arsenico che arriva a toccare i 70 microgrammi per litro”. Cosa fare allora? Non acquistare altri depuratori spendendo milioni di euro, ma sfruttare queste falde acquifere a portata di mano e assolutamente pure.

Servizio integrale nel Corriere di Viterbo del 12 aprile

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