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Lunedì 27 Febbraio 2017 | 03:12

Villa Rosa, ecco il piano per ripianare i debiti. Esuberi saliti a settantatré

Il deficit non permetterebbe altre soluzioni, né temporeggiamenti

Villa Rosa, ecco il piano per ripianare i debiti. Esuberi saliti a settantatré

Mesi di concertazione, incontri e riunioni con le istituzioni non sono serviti a niente. A Villa Rosa si licenzia, senza se e senza ma. Troppi i debiti da ripianare. Entro120 giorni saranno mandati a casa decine di lavoratori. Addirittura 73 e non più 45 come era stato detto in un primo momento. Il deficit non permetterebbe altre soluzioni, né temporeggiamenti. Tutto questo, dopo gli avvertimenti verbali dei mesi scorsi, è scritto adesso nero su bianco in un documento ufficiale dell’azienda spedito due giorni fa a Regione, Asl e rappresentanze sindacali.
Quest’ultime sono subito scese sul piede di guerra: “Il dottor Sesana, dg di Villa Rosa, si dimentica che non può toccare i requisiti della struttura, e dunque licenziare medici e infermieri a proprio piacere, in quanto verrebbe revocato l’accreditamento. Questo è un piano solo per distruggere Villa Rosa e non per risanarla”.
La situazione debitoria che ha portato Villa Rosa al tracollo ha radici antiche e risale al 2009, quando iniziano i primi ammanchi di oltre 2milioni di euro. Per la precisione: 2 milioni 486mila 708 euro nel 2009, 2 milioni 674mila 861 euro nel 2010 e 2 milioni 551mila 762 nel 2011.
Meno nel 2012, “solo” 1 milione 955mila 477 euro a causa dei primi tagli già effettuati. Stando a questi numeri, a pesare sulle spalle della casa di cura sarebbero oltre 9 milioni di euro e per questo, per l’azienda, l’unica carta da giocare, per risanare e ripartire, sarebbero i licenziamenti e le esternalizzazioni, con buona pace di tutti e 73 dipendenti della clinica.
Il piano di messa in sicurezza di Villa Rosa, oltre ai licenziamenti, una completa riorganizzazione del sistema sotto il profilo della giusta proporzione tra assistenti e assistiti, esternalizzando anche alcuni servizi e chiudendo alcuni reparti.

Servizio integrale nel Corriere di Viterbo del 12 aprile


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