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Lunedì 27 Febbraio 2017 | 03:15

Azioni legali per l'arsenico. Artigiani ed esercenti costretti a comprare costose apparecchiature

"Avvieremo azioni legali per far accertare, a titolo di risarcimento del danno subito, il diritto al rimborso delle spese sostenute"

Azioni legali per l'arsenico. Artigiani ed esercenti costretti a comprare costose apparecchiature

Se l’arsenico nell’acqua rappresenta un problema per le famiglie, è invece un grosso danno economico per bar, ristoranti, pizzerie e imprese artigiane, costretti a munirsi di costosi impianti di filtrazione.
"Avvieremo azioni legali per far accertare, a titolo di risarcimento del danno subito, il diritto al rimborso delle spese sostenute da parte delle imprese cooperative e artigiane che sono state o saranno costrette a installare impianti di potabilizzazione per poter utilizzare l'acqua nel ciclo produttivo. Imprese che hanno subito un danno derivante dalla violazione - da parte del gestore del servizio idrico integrato - del proprio obbligo di fornire acqua senza arsenico e conforme ai parametri di potabilità stabiliti a livello comunitario".
Questa l’intenzione di Confcooperative Viterbo e della Confederazione nazionale dell'Artigianato e della piccola e media impresa (Cna), associazione di Viterbo e Civitavecchia. "Il giudizio - spiega la presidente di Confcooperative Viterbo, Bruna Rossetti - riguarderà anche l'accertamento del diritto a pagare soltanto il 50% del canone idrico, ossia il dimezzamento delle bollette, così come la restituzione del 50% versato in più dal momento in cui l'acqua non è stata più potabile. L'obiettivo è tutelare fino in fondo i cittadini che fanno impresa. Una tutela che rap- presenta un diritto inderogabile". 

Servizio integrale nel Corriere di Viterbo del 30 marzo

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