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Martedì 21 Febbraio 2017 | 08:29

Lavoro, nasce il "meccatronico": la fusione di meccanico ed elettrauto

Nuove professioni aiuterebbero a superare la crisi ma un cavillo impedisce l'avvio delle attività. E' il Cna a denunciare il fatto che chi ha giù un'attività può "evolversi" ma i principianti non hanno un corso da poter seguire

Lavoro, nasce il "meccatronico": la fusione di meccanico ed elettrauto

E’ paradossale, ma si sa, la burocrazia vive su un altro pianeta. Mentre cresce la disoccupazione e ogni giorno centinaia di aziende chiudono i battenti, per un cavillo viene impedita l’apertura di nuove attività. Succede nel settore della riparazione e della manutenzione dei veicoli. A denunciarlo, è la Cna.
Lo scorso 5 gennaio, è entrata in vigore la legge che manda in pensione il vecchio meccanico, sostituendolo con una figura che unisce il meccanico e l’elettrauto: il meccatronico. Si tratta di una evoluzione naturale del mestiere, vista di buon occhio dagli imprenditori e dalle loro associazioni di rappresentanza. Ma se, grazie a una norma transitoria, chi già opera ha a disposizione 5 anni di tempo per seguire un corso e acquisire le nuove competenze, un giovane, operaio specializzato dopo 5 anni di lavoro in officina, non può invece iscriversi nell’Albo delle imprese artigiane e mettere su un’attività in proprio.
La spiegazione è semplice La legge prevede, al fine dell’iscrizione di una nuova impresa, la frequenza di un corso di formazione teorico - pratico che però non è stato ancora istituito. "Questa situazione lascia sbalorditi, perché, in una situazione di grave difficoltà per le famiglie e in presenza di una disoccupazione record, si bloccano i progetti di tanti giovani disposti a investire per il loro futuro e persino la trasmissione d’impresa da padre a figlio. Diversi casi ci sono stati segnalati anche nel nostro territorio”, osserva Luigia Melaragni, segretaria della CNA Associazione di Viterbo e Civitavecchia.

Eppure la soluzione c’è. “La CNA nazionale l’ha proposta al Ministero dello Sviluppo Economico. Serve un dispositivo tecnico, ad esempio un parere competente rilasciato dallo stesso Ministero, per consentire l'iscrizione in una sezione provvisoria dei neoimprenditori, per il tempo necessario per frequentare il corso. Ci auguriamo -conclude Melaragni- che si intervenga con rapidità per chiudere questa brutta vicenda”.

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