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Martedì 21 Febbraio 2017 | 06:10

Arsenico nell'acqua, a Viterbo il terzo depuratore. Meroi: "Sì a tariffe più leggere"

Bordata del presidente della Provincia e strigliata ai sindaci: "Se non si presentano alle assemblee ridurre le bollette è impossibile. Chi ha fatto tutto questo non può lavarsene le mani"

Arsenico nell'acqua, a Viterbo il terzo depuratore. Meroi: "Sì a tariffe più leggere"

Aggiornamento Emergenza arsenico, a Viterbo è in arrivo un nuovo potabilizzatore, il terzo su otto necessari. L’annuncio arriva direttamente dal sindaco Giulio Marini. L'impianto dovrebbe entrare in funzione tra due settimane e segue i due di Bagnaia e San Martino al Cimino.
Ad aprile arriverà il quarto. L'abbattimento dell'arsenico costerà oltre 4,2 milioni, finanziati dalla Regione. In diverse zone del capoluogo dunque, come in molti altri Comuni del Viterbese, sono in vigore le ordinanze sindacali di non potabilità dell'acqua.

Meroi in campo Arsenico, di nuovo. Ma stavolta c’è la novità. “Ritengo le richieste dei cittadini, relative ad un abbassamento del costo delle tariffe idriche, pienamente legittime alla luce della riduzione del servizio offerto”. Parole del presidente della Provincia Marcello Meroi che torna sull’argomento e ribadisce come, a fronte di un consumo ridotto di acqua potabile per gli scopi umani in seguito all’entrata in vigore della direttiva europea che fissa a 10 microgrammi litro il limite massimo di arsenico consentito, “sia doveroso rivedere il prezzo della tariffa”.

Il disagio che non si allevia “Nell’ipotesi di riduzione dobbiamo soprattutto considerare il pesante disagio che stanno vivendo i cittadini, costretti a rifornirsi di acqua alle fontanelle – ha spiegato il presidente – per questo sin dall’inizio ho avvertito come un dovere quello di ricercare ogni possibile soluzione che potesse consentirci il raggiungimento dell’obiettivo”.
E ancora: “Con soddisfazione ho anche preso atto della disponibilità manifestata da numerosi sindaci. Il problema però è che quando poi si riunisce l’assemblea dell’Ato per discutere certi argomenti, molti di quei sindaci che sulla stampa chiedono a gran voce la riduzione delle bollette, con la loro assenza impediscono il raggiungimento del numero legale indispensabile a deliberare. Nell’assemblea di martedì scorso, andata deserta per la seconda volta, era mia intenzione chiedere ai sindaci di quantificare, comune per comune, un’ipotetica riduzione tariffaria. Una volta avuto chiaro il quadro della situazione, è necessario valutare l’entità della possibile riduzione e richiedere alla Regione Lazio di farsi garante della copertura dei costi”.

Meroi: non potete lavarvene le mani “Chi ha provocato questa situazione – tiene a precisare ancora il presidente provinciale Meroi – non può lavarsi le mani, ma deve provvedere a lenire i disagi delle famiglie almeno sul piano economico. E non dico questo oggi che a governare c’è un presidente del Partito democratico, le stesse identiche valutazioni le ho fatte nei mesi scorsi quando al governo c’era ancora il centrodestra. Mi auguro che nella nuova assemblea dell’Ato che sarà convocata a breve – conclude Meroi - il senso di responsabilità dei sindaci prevalga e che si possa finalmente discutere della questione, individuando le soluzioni più attuabili e ampiamente condivise”.

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