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Giovedì 19 Gennaio 2017 | 14:03

Caprarola, ragazza madre chiede giustizia. "Almeno fatemi vedere mia figlia"

La bambina resta in casa famiglia. Un'appello accorato quello di una ragazza che da pochi mesi ha dato alla luce una bambina, ma che ha praticamente visto soltanto poche ore

Caprarola, ragazza madre chiede giustizia. "Almeno fatemi vedere mia figlia"

“Non chiedo la luna, voglio soltanto rivedere mia figlia”. Un’appello accorato quello di una ragazza madre che da pochi mesi ha dato alla luce una bambina ma che ha praticamente visto soltanto poche ore. Quella della giovane, del suo compagno, e della loro bambina è una storia delicata, vissuta soprattutto con il cuore di due persone che nella difficoltà personale hanno coronato il loro sogno di stare insieme.
La ragazza per anni ha vissuto in una casa famiglia romana dove svolgeva molte attività. Aveva anche una forma di lavoro sociale presentando servizio presso una struttura che gestisce cavalli. In questi anni ha conosciuto il suo ragazzo che per vari motivi si era trasferito in un’abitazione a Caprarola. Una vita particolare, la loro, vissuta anche grazie all’aiuto di molte persone che avevano deciso di stargli vicino oltre quelle che erano le necessità assistenziali.
Lo scorso anno la donna è rimasta incinta e da quel momento verso la sua gravidanza si sono rivolte le attenzioni sia degli amici, sia degli assistenti sociali. La bambina è venuta alla luce nei mesi scorsi mentre la madre viveva presso una casa famiglia. La ragazza, dopo pochi giorni, ha deciso di lasciare la struttura dove si trovava per raggiungere il compagno, ma a quel punto non ha potuto farvi più ritorno e tantomeno ora può vedere la bambina.
La situazione ha, di per se, peggiorato la stabilità emotiva della ragazza che ha più volte manifestato la volontà di vedere la propria bambina anche agli assistenti sociali e al sindaco del paese.
Purtroppo tra lei e le persone coinvolte sono nate delle incomprensioni che, in un certo senso, hanno fatto degenerare la situazione. Nei giorni scorsi, la ragazza insieme al suo compagno, vedendosi sopraffatti e sconfitti dalla “burocrazia” hanno deciso di rivolgersi alla redazione del Corriere di Viterbo, nel tentativo di lanciare un appello affinché la madre possa almeno rivedere la bambina. “Voglio vedere mia figlia - dice a ragazza -, non chiedo altro. Anche di fronte agli assistenti sociali, con il sindaco, con qualsiasi persona decidano, chiedo in ginocchio di poter vedere mia figlia”.

Servizio integrale nel Corriere di Viterbo del 3 marzo

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