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Domenica 22 Gennaio 2017 | 02:42

Il grido d'allarme lanciato dall'artigianato artistico. "Istituire un tavolo di crisi"

La Cna ha fatto il punto della situazione sul settore. "Il destino dell’artigianato artistico e tradizionale è fortemente legato a quello delle città. Si deve puntare sul recupero dei centri storici"

Il grido d'allarme lanciato dall'artigianato artistico. "Istituire un tavolo di crisi"

A sostegno dell'artigianato, la Cna in una riunione ha fatto il punto sul settore. "Blocco, per almeno tre anni dei centri commerciali, trovando soluzioni alternative per le strutture autorizzate ma non realizzate, e misure di sostegno alle botteghe artigiane e al commercio di vicinato nei centri storici". Gli artigiani dei settori artistici vogliono un segnale concreto da chi andrà a governare la Regione.

Le richieste a chi amministrerà A coloro che si preparano a sfidarsi per amministrare Viterbo gli artigiani hanno diverse cose da dire. La prima riguarda l'apertura di un "tavolo di crisi " che riunisca tutte le istituzioni e le istanze di rappresentanza dell’artigianato artistico e tradizionale e delle altre realtà economiche. Se la situazione è di reale emergenza e la crisi si presenta con aspetti così dirompenti e scenari del tutto inediti, è necessario compiere un salto di qualità nella definizione di linee di intervento, ad iniziare da quello che si può fare subito per dare una boccata di ossigeno alle imprese".

L'incontro con la Melaragni In un incontro convocato da Luigia Melaragni, segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia, per fare il punto sullo stato del comparto e sulle iniziative in cantiere, presenti numerosi imprenditori, sono state messe sul tavolo le difficoltà, nella Tuscia forse più pesanti che altrove, perché alla profondità della crisi attuale e al crollo dei consumi si sommano problemi strutturali che, nel corso degli anni, non hanno trovato risposta e le imprese pagano pesantemente scelte politiche che hanno condotto al progressivo svuotamento e all’abbandono della maggioranza dei centri storici. E’ sotto gli occhi il caso del capoluogo. "Le imprese però non si arrendono. Sanno che il lavoro dei futuri amministratori, sia della Regione che dei Comuni, non sarà semplice, ma che si potrà ripartire se si realizzerà un’aperta e sana concertazione con il mondo dell’artigianato e della micro e piccola impresa. La CNA ha presentato, a livello regionale, un documento con dieci idee per il Lazio. Gli artigiani dei settori artistici con i quali ci siamo riuniti ieri - afferma Melaragni - lo hanno condiviso, ma hanno voluto arricchirlo con proposte specifiche".

Formazione, rilancio delle botteghe scuola come luoghi privilegiati per la trasmissione dei saperi e l’avvio al lavoro dei giovani, internazionalizzazione, creazione di reti d’impresa, valorizzazione delle ricchezze del territorio e della sua vocazione turistica e culturale, attraverso investimenti e interventi di regolamentazione che incoraggino l’imprenditoria in questi comparti, sono condizioni irrinunciabili per rimettere in moto il sistema produttivo nella provincia di Viterbo. Dalla nuova Regione ci si aspettano politiche efficaci orientate verso questi obiettivi

Recuperare i centri storici "Il destino dell’artigianato artistico e tradizionale è fortemente legato a quello delle città. Su questo punto, la CNA è chiara: si deve puntare sul recupero dei centri storici, sulla riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente ovvero sulla riqualificazione urbana intesa come rigenerazione dello spazio costruito per un migliore qualità della vita. Si tratta di interventi che si coniugano con un piano per il rilancio del turismo, che per la Tuscia è un settore chiave su cui investire, ma che soffre la carenza di infrastrutture, compresi i punti informativi e di accoglienza, il mancato coordinamento dell’offerta e l’inadeguatezza della promozione -prosegue la segretaria della CNA-. La Regione avrà un ruolo fondamentale nel determinare un cambio di rotta". 

 

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