Il programma di screening mammografico della Ausl fa tappa a Viterbo

Il programma di screening mammografico della Ausl fa tappa a Viterbo

Messo in campo un importante sforzo organizzativo per convincere le oltre 8mila donne viterbesi, tra i 50 e i 69 anni, ad accogliere l’invito dell’azienda sanitaria

13.02.2013 - 14:07

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Continua il viaggio dell’unità mobile di Mammografia dell’Ausl di Viterbo. È già passata per le frazioni di Roccalvecce e Grotte Santo Stefano, da domani farà tappa a Bagnaia-La Quercia e da venerdì 22 febbraio a mercoledì 20 marzo si troverà in piazza del Sacrario, davanti alla ex chiesa degli Almadiani. L’unità mobile dà la possibilità di effettuare un programma di screening mammografico, un percorso organizzato di diagnosi precoce, con l’obiettivo di ridurre la mortalità per tumore della mammella, mediante l’invito ad eseguire ogni 2 anni la mammografia.

Una conferenza per aumentare le adesioni Per fare in modo che l’adesione al programma di screening mammografico sia la più alta possibile, questa mattina alla Cittadella della salute si è tenuta una conferenza stampa alla presenza del commissario straordinario della Ausl di Viterbo, Antonio De Santis, del direttore sanitario Marina Cerimele, dell’assessore comunale Maria Antonietta Russo, del direttore dell’unità operativa di Diagnostica e prevenzione senologica, Maria Teresa Strassera, e del direttore dell’unità operativa Coordinamento dei programmi di screening, Silvia Brezzi.

Le risposte all’esame Se la mammografia è normale, la risposta viene spedita a casa e la donna ha la garanzia di essere richiamata dopo 2 anni. Se invece la mammografia rileva un’anomalia o una lesione del tessuto mammario, la donna è contattata telefonicamente da un operatore sanitario per concordare un appuntamento presso il Centro di II livello (Unità operativa di Diagnostica e prevenzione senologica di Montefiascone) dove vengono effettuate le indagini necessarie per ottenere la diagnosi (visita senologica, ecografia, ulteriori proiezioni mammografiche, prelievo con ago). Se il risultato degli accertamenti di II livello è positivo alla donna viene proposto un percorso chirurgico oncologico riabilitativo presso l’ospedale di Belcolle.

Teresa Strassera “Nella provincia di Viterbo – ha detto Maria Teresa Strassera - le donne di età compresa tra 50 e 69 anni sono circa 40mila e l’adesione al programma è mediamente del 58% con notevoli differenze tra i diversi comuni e i distretti: in alcuni comuni la partecipazione delle donne raggiunge anche il 78%. Nella regione Lazio l’adesione media dei programmi di screening mammografici è del 41%, quindi il programma dell’Ausl di Viterbo si pone nettamente al di sopra della media regionale. Per questa ragione Ausl e Amministrazione comunale hanno deciso con convinzione di mettere insieme le forze e di realizzare una serie di iniziative di promozione dello screening mammografico, alle quali hanno dato il loro significativo apporto diverse realtà del mondo del volontariato tra le quali figura l’associazione Beatrice onlus”.

L’assessore Russo “La sinergia tra Ausl e amministrazione a sostegno del programma di screening mammografico – ha spiegato l’assessore Russo – è ormai un fatto assodato che sta producendo dei risultati considerevoli sul fronte dell’adesione. Per la tappa del 2013 abbiamo pensato a molte iniziative di supporto e all’istituzione di numerosi punti informativi, uno dei quali sarà presente all’interno della ex chiesa degli Almadiani nella mostra organizzata per il programma di eventi realizzati in occasione della festa della donna”.

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