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Lunedì 27 Febbraio 2017 | 03:15

"Le nuove regole sulla lotta contro i ritardi nei pagamenti, si applicano anche alle imprese delle costruzioni"

La soddisfazione della Cna per le rassicurazioni del governo. Melaragni: ""E’ stato necessario richiedere un chiarimento, poiché nel testo del decreto si citano solamente la consegna di merci e la prestazione di servizi"

"Le nuove regole sulla lotta contro i ritardi nei pagamenti, si applicano anche alle imprese delle costruzioni"

"Le regole fissate dal decreto legislativo 192/2012 riguardo ai tempi di pagamento si applicano anche ai lavori pubblici". La nota congiunta che il Ministero dello Sviluppo Economico e quello delle Infrastrutture hanno inviato a CNA Costruzioni, per rispondere alle preoccupazioni espresse dall’associazione a livello nazionale, tranquillizza le imprese del comparto delle costruzioni.

Direttiva comunitaria 2011/7 Come è noto, in attuazione della direttiva comunitaria 2011/7 sulla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, dal 1° gennaio 2013, per i contratti stipulati dopo tale data, sono entrate in vigore precise disposizioni: nei rapporti tra imprese, i tempi di pagamento, se superiori a 60 giorni, devono essere pattuiti per iscritto e non "gravemente iniqui" per il creditore; nei rapporti tra imprese e pubbliche amministrazioni, invece, viene stabilito un termine perentorio di 30 giorni, che può essere prorogato fino a un massimo di 60 in casi specifici.

Cna chiede chiarimenti  Le aziende delle costruzioni sono, con tutta evidenza, tra le più interessate all’applicazione della normativa, visti i ritardi insostenibili nei pagamenti, causa principale della chiusura di numerose attività proprio in questo settore. "E’ stato necessario richiedere un chiarimento ai Ministeri, poiché nel testo del decreto pubblicato si citano solamente la consegna di merci e la prestazione di servizi. La nostra associazione -spiega Luigia Melaragni, segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia- esprime soddisfazione per la risposta positiva ricevuta. Diversamente, ci saremmo trovati di fronte a una doppia discriminazione, sia sul piano interno, rispetto a tutte le altre imprese che operano con la pubblica amministrazione, sia nel confronto gli altri Stati comunitari: nessun Paese europeo, infatti, ha previsto un trattamento differenziato per i lavori pubblici".

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