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Martedì 24 Gennaio 2017 | 12:12

Azione legale dell’Udc sull’arsenico

I centristi mettono a disposizione un avvocato per cittadini e imprenditori che vogliono chiedere la sospensione dei pagamenti

Azione legale dell’Udc sull’arsenico

Continua la battaglia per le bollette nei comuni dove i livelli di arsenico sono superiori alla norma. Una guerra, più che una battaglia, pronta a trasferirsi dalla piazza alle stanze del tribunale. L’Udc comunale non ha perso tempo e in questi giorni, tramite un proprio avvocato, sta accogliendo decine e decine di ricorsi di cittadini che non intendono pagare le bollette se il servizio idrico non garantisce l’acqua potabile. “È ormai tragicamente nota la ricaduta sociale causata dall’emergenza arsenico, scattata il primo gennaio 2013 con il divieto dell’uso alimentare dell’acqua - evidenziano i consiglieri comunali dell’Udc, Paolo Barbieri e Roberto Talotta -.Viterbo e tutta la Provincia si sono trovate costrette a fare i conti con i disagi causati dai ritardi ingiustificati della pubblica amministrazione, che da tempo avrebbe dovuto provvedere alla realizzazione di impianti di dearsenificazione e potabilizzazione dell’acqua”. Motivi che spingono i rappresentanti dell’Unione di centro, “per la reale e contingente necessità di tutti i privati (si pensi ai gestori di bar, ristoranti, alberghi e, in generale, tutti gli imprenditori operanti nel settore agroalimentare e alberghiero) costretti dall’attuale situazione a provvedere autonomamente all’installazione di un impianto di dearsenificazione, pena il rischio chiusura, oltre a sanzioni pari a migliaia di euro, l’Udc ha dato via ad azioni legali d’urgenza”. Un ricorso che tende a bloccare il pagamento delle bollette fin quando i livelli di arsenico non scenderanno sotto i10microgrammi per litro. “Certi del fatto che un problema sociale di tale portata fa emergere e sottolinea precise responsabilità sulle quali è doveroso fare piena luce; omissioni e inadempienze non possono e non devono ricadere sulle spalle dei cittadini e degli imprenditori che, piuttosto, devono essere messi nella condizione di esercitare il loro diritto, costituzionalmente garantito, di accesso all'acqua potabile - continuano dall’Udc -. Posto che rimane auspicabile una riduzione considerevole delle bollette, si è resa moralmente doverosa un'azione legale urgente mirata a individuare le responsabilità dell’attuale situazione d'emergenza e al risarcimento dei danni causati dall'inerzia dell' amministrazione a tutte quelle realtà, come quelle imprenditoriali, che rischiano di soccombere per l'impossibilità di farsi carico della spesa degli impianti di dearsenificazione”. L’iniziativa promossa da Barbieri e Talotta è naturalmente aperta a tutta la cittadinanza, oltre che agli imprenditori.

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