Emergenza rifiuti, Meroi ed Equitani: "Decisione ingiusta e antidemocratica"

Emergenza rifiuti, Meroi ed Equitani: "Decisione ingiusta e antidemocratica"

Non resteranno con le mani in mano: "Ci stiamo confrontando con i presidenti delle altre province per concordare tutte le azioni da intraprendere a tutela degli interessi dei nostri territori"

09.01.2013 - 10:41

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Il presidente della Provincia di Viterbo, Marcello Meroi, e l'assessore all'Ambiente, Paolo Equitani attaccano il Governo Monti riguardo la questione del trasporto dei rifiuti di Roma nelle province laziali: "Evidentemente al ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, non è stata sufficiente la levata di scudi delle province laziali, Viterbo su tutte. Il decreto non solo è stato partorito, ma il buon Clini ha avuto anche l'arroganza di imporlo ai territori senza alcuna preventiva concertazione, limitandosi a convocare i rappresentanti delle province per illustrare una decisione già assunta".
La Provincia di Viterbo, secondo quanto riferito dal ministro, riceverà i rifiuti romani unicamente per la fase del trattamento meccanico e biologico presso l'impianto di Casale Bussi ma non ci sarà poi lo smaltimento nella discarica di Monterazzano. I rifiuti, una volta trattati, prenderanno dunque un'altra direzione.
"Ancora una volta - tuonano Meroi ed Equitani - il Governo Monti è riuscito a dare il peggio. Il decreto infatti è incompleto, superficiale, scandalosamente generico e non fornisce alcuna certezza sia a livello di tempistica che di procedure. Vogliamo sapere con esattezza come, e per quanto tempo, il nostro territorio sarà interessato dai provvedimenti ministeriali. Le rassicurazioni del ministro non ci convincono. Se è vero che nessun rifiuto di Roma sarà conferito nel sito di Monterazzano, ma soltanto trattato nell'impianto di Casale Bussi, chiediamo sia messo nero su bianco".
"Anche perché – ricordano - la Provincia ed i Comuni della Tuscia stanno facendo degli sforzi enormi per ridurre la quantità di rifiuti destinata alla discarica, potenziando al massimo la raccolta differenziata. Se Alemanno può scendere in piazza al fianco dei cittadini di Ponte Galeria per dire no all'apertura di una nuova discarica nella Capitale, sappia Clini che non saremo da meno - aggiungono ancora presidente e assessore - anche perché non sono state certo le province laziali a causare l'emergenza rifiuti di Roma. Inoltre secondo il piano regionale dei rifiuti ogni provincia doveva provvedere a smaltire la propria immondizia, perché quindi dovremmo farci carico delle inadempienze dei livelli governativi romani?".
"La verità – proseguono - è che il Governo Monti, anche stavolta, sta dimostrando tutto il suo totale dilettantismo condito di supponenza ed credendo di avere carta bianca da utilizzare senza alcun limite di civiltà e di buon senso".
"Il ministro Clini - dicono ancora - prima di adottare un simile decreto avrebbe dovuto convocare i territori e concertare le decisioni. La democrazia è questo: confronto, dialettica e ricerca di soluzioni condivise. Invece i rappresentanti delle Province sono stati convocati fuori tempo massimo, solo per essere informati di decisioni già prese e, peggio, per essere minacciati di incorrere in pesanti sanzioni nel caso in cui non sarà data ottemperanza ai contenuti del decreto. Tutto questo è inaccettabile".
Meroi ed Equitani annunciano la volontà di non restare con le mani in mano: "Con i presidenti delle altre province laziali ci siamo già confrontati e continueremo a farlo nelle prossime ore, concordando tutte le azioni da intraprendere a tutela degli interessi dei nostri territori. Siamo francamente stanchi di sobbarcarci soltanto gli oneri della vicinanza con Roma senza che questo comporti alcun concreto vantaggio. Non siamo disponibili a farci mettere i piedi sulla testa da chi ha dato ampia prova di non saper rispettare le regole democratiche" concludono.
Il presidente Meroi inoltre chiederà un incontro con il prefetto di Viterbo, Antonella Scolamiero, per avere ulteriori chiarimenti, dal rappresentante locale del Governo, in merito alle modalità d'attuazione del decreto.

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