Emergenza acqua, Marini: "Colpa della Regione, si è 'addormentata' sulle deroghe dell'Europa"

Emergenza acqua, Marini: "Colpa della Regione, si è 'addormentata' sulle deroghe dell'Europa"

Nelle scorse settimane per Viterbo sono stati stanziati dall'ente 10 milioni per la costruzione dei dearsenificatori che dovrebbe terminare entro il 2013

05.01.2013 - 11:30

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In una intervista al Giornale della Protezione civile, il sindaco di Viterbo, Giulio Marini, ha parlato dell'emergenza arsenico nell'acqua di molti comuni del Lazio: "La settimana prossima, al primo tavolo con la Provincia, chiederò di istituire una commissione d'inchiesta per identificare le responsabilità politiche su questa vicenda". "So che si sta muovendo anche la magistratura - ha aggiunto - ma è necessario fare luce sul perché, dopo 10 anni e oltre di allarmi, nessuno abbia fatto nulla per evitare di trovarsi in questa situazione. Il termine fissato dall'Europa (1 gennaio 2013 ndr, era ben noto dal 2001). In tutto questo tempo nessuno ha stanziato le risorse necessarie alla costruzione dei potabilizzatori, i macchinari necessari per abbattere la quantità di arsenico nell'acqua".

Chi doveva intervenire?
"Gran parte della responsabilità è della Regione. I Comuni non avevano, e non hanno tuttora, le possibilità economiche per costruire gli impianti di sanificazione delle acque. La Regione fin dall'inizio doveva farsi carico della cosa, senza 'addormentarsi' sulle deroghe concesse dall'Europa. Si poteva anche interessare il Governo, ma non è stato fatto nulla nonostante gli appelli dei sindaci. E' stato fatto tutto 'all'italiana', senza che nessuno si assumesse la responsabilità di risolvere la situazione".

Quando finirà questa storia?
"Finalmente la Regione, nelle scorse settimane - ha risposto Marini - ha stanziato due tranche di fondi per la costruzione dei depuratori. A Viterbo andranno circa 10 milioni di euro, in 2 lotti. Se tutto va per il verso giusto e se non ci saranno ritardi nella costruzione dei dearsenificatori, i lavori finiranno entro il 2013 e la situazione tornerà alla normalità, con i cittadini che potranno bere tranquillamente l'acqua pubblica".

E le bollette dell'acqua? Resteranno uguali nonostante il divieto di bere?
"Ho chiesto al presidente dell'Ato, Marcello Meroi, che è anche il presidente della Provincia, di convocare l'assemblea per verificare se ci sono le possibilità di ridurre la tariffa per i cittadini".

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