Cerca

Martedì 24 Gennaio 2017 | 22:29

Arsenico, abbassare le tariffe è un'operazione difficile si studiano alternative

Talete e Provincia chiedono l’unità di crisi

Arsenico, abbassare le tariffe è un'operazione difficile si studiano alternative

Abbassare le tariffe del servizio idrico è difficile, ma si spera non impossibile. La proposta venuta dai sindaci della Tuscia e dai rappresentanti dell’amministrazione provinciale di ridurre il costo delle bollette dell’acqua in quei comuni dove sono stati rilevati livelli di arsenico sopra la norma sembra trovare, come previsto, diversi ostacoli di carattere economico. Le strutture finanziarie di Talete, la società che gestisce il servizio, insieme a quelle dell’Ato - quindi la Provincia - e della Regione Lazio, stanno valutando le strategie da mettere in campo per poter intervenire sulla riduzione delle tariffe. Due le ipotesi: la prima quella del taglio dei costi sulla depurazione previsti in bolletta, la seconda quella di mantenere lo stesso costo delle bollette ma costituire un tesoretto con il quale trovare una formula di distribuzione dell’acqua potabile alle persone che per almeno un anno non potranno usufruirne. Intanto ieri sia da parte del presidente di Talete, Marco Fedele, sia da parte dell’assessore provinciale all’ambiente, Paolo Equitani, è stata inoltrata alla Prefettura la richiesta ufficiale di costituire una specifica unità di crisi per affrontare l’emergenza arsenico.

Servizio integrale nel Corriere di Viterbo del 4 gennaio

NOTIZIE CORRELATE:
"Acqua all'arsenico, verso la riduzione del peso fiscale a carico delle famiglie"
"Ecco le indicazioni del Comune su come usare e non usare l'acqua non potabile causa arsenico"

Più letti oggi

il punto
del direttore