Meroi tuona: "Non siamo disponibili a diventare la pattumiera di Roma"

Meroi tuona: "Non siamo disponibili a diventare la pattumiera di Roma"

"La proposta del Ministro dell’Ambiente Clini, relativamente all’idea di trasferire parte dei rifiuti di Roma nelle altre province è inaccettabile oltre che scandalosa"

02.01.2013 - 13:02

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"Non c’è che dire, questo governo non si smentisce mai. Anche a camere sciolte continua a far danni al Paese. La proposta del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, relativamente all’idea di trasferire parte dei rifiuti di Roma nelle altre province è inaccettabile oltre che scandalosa". Va giù duro il presidente della Provincia Marcello Meroi contro la soluzione prospettava dal Governo Monti per risolvere l’emergenza rifiuti nella Capitale. Clini ha annunciato in un’intervista intenzione di predisporre un apposito decreto che oltre a delineare di più e meglio le funzioni del ommissario per l’emergenza rifiuti, contempli anche l’ipotesi di trasferire parte dei rifiuti prodotti nella Capitale negli impianti delle altre province laziali, a suo giudizio non sufficientemente sfruttati. "Si ripete la solita storia – attacca Meroi – la vicinanza con Roma si conferma uno svantaggio per le province laziali, utilizzate unicamente come camera di compensazione per i problemi della Capitale. Mentre per colpa di questo Governo tecnico la Tuscia vede sfumare la possibilità di avere l’aeroporto, adesso il ministro Clini non sapendo come fronteggiare l’emergenza rifiuti di Roma, ha pensato bene di risolvere la situazione distribuendo l’immondizia in tutto il Lazio. Una prospettiva che contrasteremo con ogni mezzo, ennesimo esempio dell’arroganza di un esecutivo tecnocratico senza alcuna legittimazione popolare, che proprio negli ultimi giorni di mandato, sembra deciso a creare disagi ai territori in ogni ambito d’intervento. Al ministro Clini ricordiamo che gli impianti della Provincia di Viterbo già si fanno carico di ricevere e smaltire i rifiuti prodotti nella provincia di Rieti, dal momento che, nonostante le promesse più volte ribadite dalle varie giunte regionali, la provincia limitrofa non si è mai dotata di impianti propri. Una servitù che ha provocato nel corso degli anni la rapida saturazione della discarica di Monterazzano, con l’esigenza di raddoppiarne più volte la capacità volumetrica". Il vicepresidente con delega all’Ambiente Paolo Equitani rincara la dose: "Siamo di fronte ad una situazione assurda e paradossale – spiega – solo pochi mesi fa il Consiglio regionale del Lazio ha approvato in via definitiva il nuovo Piano regionale dei rifiuti nel quale veniva riconfermato il principio fondamentale secondo cui, i rifiuti prodotti all’interno di una provincia, devono essere smaltiti nel proprio ambito territoriale. Unica eccezione era rappresentata proprio dalla Provincia di Viterbo che, come avviene già da anni è chiamata a smaltire i rifiuti di Rieti fino al 2015. Tutto ciò mentre i Comuni della Tuscia si stanno impegnando a ridurre i rifiuti da conferire in discarica, mettendo in campo un sistema di raccolta differenziata porta a porta, sostenuto da un cospicuo piano di investimenti regionale di oltre 8 milioni di euro, che nell’anno 2013 porterà sicuramente al raggiungimento del 65% di raccolta differenziata sul territorio. E’ assurdo dover constatare che mentre si sta lavorando per ridurre la quantità di rifiuti da conferire nella discarica di Monterazzano, qualcuno pensi di incrementare la mole facendo arrivare l’immondizia dalla Capitale". "Come già avvenuto con la vicenda dell’aumento delle tariffe di smaltimento – proseguono Meroi ed Equitani -  in accordo con il Comune di Viterbo e con tutti gli altri sindaci del territorio, siamo pronti a fare le barricate mettendo in atto tutte le iniziative idonee a scongiurare questa folle decisione del Governo. Non siamo disponibili a diventare la pattumiera di Roma".

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