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Giovedì 19 Gennaio 2017 | 14:03

Arsenico, adesso regna il caos

A fine anno scadono le deroghe. Provincia e Asl lavorano a un’ordinanza per salvare Comuni e gestore

Arsenico, adesso regna il caos

Sotto l’albero una montagna  di carbone per gli amministratori  locali. Un regalo apparentemente  “dissacrante” nell’immaginario  collettivo, ma stavolta  da Regione e Provincia  la speranza è proprio quella:  carbone a valanga per filtrare  l’acqua all’arsenico. Dal primo  gennaio l’acqua non sarà  più potabile, ma nessuno potrà  farci nulla. In una regione  dove 90 Comuni hanno percentuali  di arsenico fuorilegge  (la deroga Ue sui massimi  quantitativi scade il 31 dicembre)  negli acquedotti,nonci sarà  più un’autorità responsabile  a cui rivolgersi, per chiedere  l’adeguamento e il rispetto della  normativa europea: nessuno che  decida controlli, sanzioni,  divieti a livello regionale.  Praticamente a regnare è il caos.  Il problema pratico è la presenza  di arsenico nell’acqua: il  limite sarà tassativamente ridotto (come prevede lanormativa  europea da almeno 15 anni)  a 10 micro grammi per litro.  Il problema burocratico è lo  scioglimento dell’Ato, organo  di indirizzo e controllo del sistema  idrico, a fine mese: oggi  ancora non si comprende come  e chi dovrà assumere le  competenze. E i cittadini? Come  al solito ci rimettono. I dearsenificatori non sono stati  realizzati,  l’acqua è piena di arsenico  e per almeno un anno si  presume che quella erogata  dai rubinetti sarà buona soltanto  per farsi il bidet. Fino al  31 dicembre, nei fatti, sarà il  presidente Marcello Meroi, in  qualità di presidente dell’Ato,  insieme all’assessore all’ambiente,  Paolo Equitani, a dover  gestire la situazione. La soluzione  sta in una ordinanza,  alla quale stanno lavorando  da tempo insieme ai responsabili  della Asl. 

Servizio integrale nel Corriere di Viterbo del 16 dicembre 2012
a cura di Gabriele Anselmi

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