Il San Raffaele dovrà chiudere anche a Montecompatri. La Asl di Viterbo anticipa 600mila euro per i dipendenti

Il San Raffaele dovrà chiudere anche a Montecompatri. La Asl di Viterbo anticipa 600mila euro per i dipendenti

Il gruppo della sanità conferma la chiusura, entro 15 giorni, anche della struttura di Montecompatri a causa dei ritardi nei pagamenti da parte della Regione Lazio. Per mantenere servizi e prestazioni per centinaia di pazienti, il gruppo deve ricevere pagamenti arretrati per 5 milioni di euro

01.12.2012 - 11:20

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"A distanza di una settimana dal drammatico annuncio della cessazione delle attività delle nostre strutture San Raffaele Cassino e centro di riabilitazione Villa Buon Respiro di Viterbo, non è stata fornita, dalla Regione Lazio, alcuna risposta concreta circa la corresponsione almeno di quanto necessario al pagamento degli stipendi e dei fornitori di medicinali e presidi necessari per l'assistenza medica". E' quanto si legge in un comunicato stampa del San Raffaele S.p.A. "Tale corresponsione - prosegue il comunicato - è stata sollecitata anche dai prefetti di Roma, Frosinone e Viterbo, a fronte (lo ricordiamo nuovamente) di crediti arretrati, nei confronti della Regione, per oltre 260 milioni euro per prestazioni già erogate, come ci impone il nostro ruolo di prestatori di servizio pubblico. Ci vediamo, quindi, costretti a comunicare la cessazione delle attività sanitarie, nel termine di quindici giorni, anche del San Raffaele di Montecompatri". "Ribadiamo - si legge ancora- che non siamo più in grado di finanziare con nostre risorse la continuità assistenziale pertanto non possiamo escludere di essere costretti, a breve, ad estendere il provvedimento a tutte le altre strutture sanitarie del gruppo San Raffaele nel Lazio. Nella struttura di Montecompatri, accreditata per 348 posti letto, vengono riabilitati pazienti affetti da gravi patologie cardiache, respiratorie e neuromotorie. Vengono assistiti, inoltre, pazienti terminali nel reparto di Hospice (insignito dell'accreditament dell'Esmo, Società europea oncologia medica, per un'alta integrazione fra oncologia medica e cure palliative) e in assistenza domiciliare. A questi si aggiungono oltre 60 persone affette da gravi patologie psichiatriche e 108 assistite in Rsa". "Questo nuovo provvedimento priverà del loro posto di lavoro altri 375 lavoratori (che andranno ad aggiungersi ai 700 coinvolti nelle chiusure delle strutture di Cassino e Viterbo), senza voler considerare le ripercussioni sull'indotto e la difficoltà in cui verranno trascinate inevitabilmente le famiglie dei lavoratori ma anche e soprattutto i pazienti e i loro familiari, che ai professionisti del San Raffaele Montecompatri giornalmente si affidano" conclude il comunicato stampa del San Raffaele S.p.A.

La Asl di Viterbo verserà al Gruppo San Raffaele 430mila euro per pagare gli stipendi di ottobre ai circa 180 dipendenti del centro di riabilitazione Villa Buon Respiro. Inoltre, ha dato disponibilità per altri 170mila euro per far fronte, almeno in parte, agli stipendi di novembre. Un intervento, quello della Asl, che permetterebbe alla proprieta' di coprire meno di due mesi di arretrati tra stipendi e contributi, che ammontano complessivamente a circa 380mila euro al mese. Dopo l'incontro con il prefetto Antonella Scolamiero e i dipendenti della struttura sanitaria privata, che questa mattina hanno organizzato un corteo di protesta per le vie della città, si è quindi aperto uno spiraglio nella vertenza che si trascina ormai da mesi. Il San Raffaele ha tuttavia ribadito che la chiusura definitiva di Villa Buon Respiro e di una struttura analoga a Frosinone, resta fissata per il 5 dicembre prossino. A meno che la Regione Lazio, attraverso il commissario alla sanità Enrico Bondi, non liquidi gran parte degli arretrati. La prossima settimana, Bondi incontrerà l'amministratore delegato del Gruppo per esaminare la situazione. Subito dopo è previsto un vertice con i prefetti di Roma, Viterbo e Frosinone. Per le spese di funzionamento per i mesi di novembre e dicembre del San Raffaele di Cassino e di Villa Buon Respiro di Viterbo servono circa 5 milioni di euro. Per questo il San Raffaele ha confermato la chiusura della struttura, nonostante la Asl di Viterbo abbia annunciato che versera' circa 600mila euro per pagare gli stipendi di ottobre e in parte di novembre. Come si legge in una lettera inviata il 27 novembre ai prefetti di Roma, Frosinone e Viterbo e al commissario Enrico Bondi, il San Raffaele conferma la chiusura delle due strutture che ospitano ''oltre 500 pazienti'' che sono ''malati terminali, gravi cerebrolesi, stati vegetativi e di minima coscienza, pazienti con gravi cardiopatie ed insufficienza respiratoria, nonche' pazienti con gravi disabilita' dello sviluppo e ritardo mentale''. Pazienti dei quali le Asl dovranno farsi carico ''entro la data del 10 dicembre''. E in caso contrario, per il San Raffaele sarebbe onere della Regione ''garantire l'immediato trasferimento dei pazienti e la continuita' assistenziale con l'invio dei necessari approvvigionamenti dei farmaci, dei presidi sanitari, dei pasti e di quanto necessario a garantire ogni adeguata assistenza''. ''Per scongiurare tali eventualita', assicurare la continuita' di assistenza a tutti i nostri attuali pazienti delle due strutture ed evitare i conseguenti gravi riflessi sociali e di ordine pubblico che certamente si determineranno, sussiste la improrogabile necessita' - conclude la lettera, firmata dall'ad Antonio Vallone - di ricevere quantomeno il pagamento dei soli costi di funzionamento''. Che per il San Raffaele di Cassino ammontano a oltre 20 milioni di euro per i primi dieci mesi dell'anno e a 3,8 milioni per novembre e dicembre, mentre per la struttura di Viterbo a 5 milioni e mezzo per i primi dieci mesi e a circa 1,4 milioni per novembre e dicembre.

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