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Martedì 24 Gennaio 2017 | 10:11

All'Università della Tuscia, un nuovo microscopio elettrico a scansione

Il potente strumento è ora in funzione presso il centro interdipartimentale di microscopia elettronica 

"In tempi così critici per le Università Italiane questo è un esempio di come si possano gestire al meglio le risorse e soprattutto di come si possa qualificare l'offerta formativa e la ricerca. Il nuovo microscopio elettronico in dotazione del Centro Interdipartimentale di Microscopia Elettronica (CIME) potenzia ulteriormente l'attività del Centro, peraltro già conosciuta in tutt'Italia per la forte esperienza e la grande affidabilità". Così il professor Marco Mancini Rettore dell'Università degli Studi della Tuscia ha illustrato la nuova acquisizione del CIME, che diventa così sempre più punto di riferimento per aziende, enti e case farmaceutiche italiane e straniere che vogliano avvalersi della preziosa opera dei ricercatori dell'Università della Tuscia. Il nuovo microscopio elettronico, strumento prodotto e commercializzato da una azienda giapponese, è costato fondi ingenti gran parte dei quali reperiti dagli stessi ricercatori del CIME attraverso le consulenze prestate a vari partner accademici ed industriali. "Lo strumento  che da oggi abbiamo a disposizione- ha sottolineato il prof. Antonio Tiezzi Presidente del Centro Interdipartimentale di Microscopia Elettronica- è una nostra conquista e  ci premetterà di arrivare a nuovi e più importanti traguardi. La nostra è un'eccellenza nel mondo della ricerca con la quale tutti, soprattutto i giovani, possono confrontarsi, fare esperienze, arricchire il proprio bagaglio professionale. Il microscopio elettronico a scansione, è questo il nome dello strumento, trova applicazioni importanti- ha proseguito il prof. Tiezzi- nelle indagini per lo studio della forma e morfologia dei tessuti e cellule animali e vegetali e permette applicazioni nel settore biologico-cellulare e biofarmaceutico. Ma anche nelle indagini per lo studio dei batteri in particolare nei campi biomedico, sanitario, agronomico, microbiologico, biotecnologico e dei vaccini. Offre grandi vantaggi anche nei settori dei beni culturali e del restauro. Importanti, ha proseguito il Presidente del Centro, anche le applicazioni di nanotecnologie, le indagini per studi sui biomateriali, materiali per microcircuiti, e nei settori di microelettronica e biosensori". Insomma una vasta gamma di applicazioni tutte di altissimo valore e grandissima utilità. Il professor Tiezzi ha poi ricordato come il Centro Interdipartimentale di Microscopia Elettronica collabora con oltre 100 utenti italiani ed esteri ed ha al suo attivo, nel giro di pochi anni, oltre 50 pubblicazioni scientifiche sui più prestigiosi giornali e riviste di scienza e la partecipazione a numerosi congressi italiani e esteri. Tutto questo grazie alla competenza e la non comune dedizione alla ricerca del personale che opera nei laboratori del Centro.

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