Scuole occupate e insegnanti in mobilitazione

Si è aperta un'altra settimana di tensione nei principali istituti di Viterbo, tra i quali l'Itc Paolo Savi e il Santa Rosa. Autegestione conclusa al liceo Buratti

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Si è aperta un'altra settimana di tensione nelle scuole, occupazioni in tutta la provincia e forme di mobilitazione anche da parte degli insegnanti. In corso la protesta dell'Itc Paolo Savi di Viterbo, che ha deciso, grazie alla collaborazione della preside e dei docenti, di indire autogestione. "Una decisione che noi di Movimento Studentesco – si legge in una note della responsabile provinciale Ivana Tuia -  appoggiamo in pieno perché è a dimostrazione del fatto che queste manifestazioni non sono il pretesto per fare cinque giorni di vacanza, ma il desiderio degli studenti di riprendersi un'istituzione costruita per loro, la scuola, e con essa il diritto allo studio e il loro futuro".
L'autogestione infatti è stata studiata da giorni dai rappresentanti, che pur garantendo il normale svolgimento delle lezioni soprattutto per chi è all'ultimo anno, hanno stilato un vario e ricco programma con laboratori, corsi, ma soprattutto un incontro con le istituzioni della Provincia, in cui i ragazzi potranno dire la loro, per avere dei chiarimenti sui tagli del governo e la legge Aprea, che prevede l'entrata dei privati nei Consigli d'Istituto, trasformandoli in Consigli dell'Autonomia, molto più simili a Consigli d'Amministrazione di un'azienda che ad un organo collegiale.
Al liceo "M. Buratti" di Viterbo invece la protesta, iniziata il 23 novembre scorso si è conclusa ieri, lunedì 26. Da questa esperienza di protesta studentesca si è andata a strutturare – spiegano gli studenti del Buratti - "una strettissima collaborazione tra le rappresentanze dei vari Istituti del Viterbese, che intendono, coesi, mantenere viva l'agitazione di questi giorni".
La mobilitazione degli insegnanti del Santa Rosa La maggioranza dei docenti e del personale del Liceo delle Scienze umane "Santa Rosa da Viterbo", ribadendo il proprio dissenso soprattutto per le modifiche degli organi collegiali sulla base della ex-legge Aprea, il finanziamento di 279 milioni di euro alle scuole private, la mancata immissione in ruolo dei precari storici intende mantenere lo stato di mobilitazione attraverso soprattutto la sospensione dell'approvazione del Pof e il blocco di tutte le attività extracurriculari (coordinamento dei Consigli di classe, progetti, commissioni, uscite didattiche e viaggi d'istruzione, settimane bianche, attività sportive e tutto quanto non previsto dal Ccnl).

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