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Domenica 26 Febbraio 2017 | 04:20

Viterbo, la salute “si coltiva” nei campi

A Villa Buon Respiro un nuovo progetto riabilitativo. Si chiama Equiorto e si svolge in un fondo di 20 ettari

La riabilitazione attraverso l’agricoltura. La coltivazione dei campi, cioè, come strumento per combattere la disabilità. E’ l’ultima frontiera delle terapie “non cliniche” promosse dal Centro di riabilitazione “Villa Buon Respiro”, del Gruppo San Raffaele di Roma, con il supporto tecnico della neonata ed omonima Società agricola. Il progetto - che si chiama Equiorto -ha poco più di un mese di vita, ma ha già raggiunto la velocità di regime, utilizzando la terra per costruire un ponte solido tra disabilità, appunto, e agricoltura. Da piccolo orto di campagna a una vera e propria attività riabilitativa, asserisce Fabrizio Calisti, medico responsabile dell’Unità operativa didisabilità adulta della struttura. “Proprio così - spiega il medico- il semplice progetto di avvicinare gli ospiti della struttura affetti da disabilità intellettive alla terra, come approccio non farmacologico da associare alle più tradizionali terapie cliniche, è oggi una realtà ben più strutturata. Non solo più allevamento e coltivazione, ma anche vendita di prodotti all’esterno, dal produttore al consumatore”.

Notizia integrale nel Corriere di Viterbo del 31 ottobre

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