Cerca

Martedì 28 Febbraio 2017 | 17:48

E i familiari si improvvisano infermieri

A Ortopedia ormai va in scena il teatro dell’assurdo solo quattro medici per trenta posti letto. “Ho dovuto imboccare io un anziano visto che il personale era troppo impegnato con gli altri malati. Questa non credo sia sanità”

Numeri che scendono vertiginosamente come una Borsa in perdita e in questo caso a crescere non è lo spread, ma il divario tra i cittadini e la fiducia nel sistema sanitario. Un rapporto che, negli ultimi periodi, si è incrinato, rovinato, erosodai tagli e dalle riduzioni. Al reparto di Ortopedia i medici sono rimasti in quattro, uno per turno, visto che due precari se ne sono andati scegliendo la stabilità in un altro ospedale fuori la provincia, gli infermieri sono due o al massimo tre per turno, i posti letto trenta e i pazienti ci rimettono. “Mio padre è stato ricoverato in quel reparto per diverso tempo per una frattura al femore - spiega Maddalena -. I medici sono stati eccezionali, ma i pazienti erano tanti, le esigenze pure e il personale minimo. In una occasione ho dovuto io imboccare un paziente che aveva il letto vicino a quello di mio padre. Gli infermieri venivano, poi avevano un’altra chiamata, correvano e quel poveretto, un’anziano che non aveva nessuno, rischiava addirittura di non mangiare. E’ sanità questa?”.

Notizia integrale nel Corriere di Viterbo del 31 ottobre
A cura di AnPa

Più letti oggi

il punto
del direttore