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Giovedì 19 Gennaio 2017 | 14:04

Special Olympics, debutta il fondo. Bocci beffato al fotofinish nei 1.500

L’atleta viterbese (impegnato alla Maturità) secondo dietro a Carpenedo

Special Olympics, debutta il fondo. Bocci beffato al fotofinish nei 1.500

Un duello avvincente. Un equilibrio durato dalla prima all’ultima bracciata. Grandi emozioni lunedì pomeriggio nelle acque del lago di Capodimonte per tanti Atleti che hanno animato la prova più impegnativa di questi 29° Giochi nazionali estivi Special Olympics. Il debutto dei 1.500 metri in acque libere in Italia, a due anni dalla prima esperienza ai Mondiali di Atene, ha regalato una delle pagine più belle di questo evento. Perché i dieci atleti iscritti, appartenenti a tre divisioni, non hanno tradito le attese, superando con coraggio la prova dell’adattamento a condizioni di gara differenti rispetto a quelle in vasca. La temperatura più bassa e le correnti non hanno infatti impedito agli atleti di duellare tra le boe, tra gli incitamenti di un folto pubblico. Occhi puntati sulla prima divisione, dove ha tenuto tutti col fiato sospeso la sfida tra Alessio Carpenedo della Polisportiva Terraglio (Mestre) e un atleta di casa, il viterbese Alberto Bocci (Istituto superiore “Orioli”).
Vicini, praticamente attaccati l’uno all’altro dall’inizio alla fine, in un confronto spalla a spalla che ha visto riemergere per primo Carpenedo, quasi al fotofinish: 26’32’’ l’eccellente tempo registrato dall’atleta veneziano, che prima di chiedere un accappatoio è andato a cercare il suo rivale per abbracciarlo e complimentarsi. Per Alberto Bocci questi Giochi Nazionali si sovrappongono agli esami di maturità.
E lunedì c’era anche il dirigente scolastico dell’istituto professionale “Orioli”, Luigi Valente, ad applaudirlo all'arrivo della gara dei 1500 metri: “Io mi alleno cinque volte a settimana - spiega Alberto - ma adesso è quasi arrivato il momento di riposarsi un po’. Domani mattina (ieri, ndr) ho la prova orale e poi torno in piscina perché ho la mia ultima gara di questi giochi: i 50 metri stile libero. Nel mio esame parlerò anche del nuoto, perché penso faccia molto bene. La gente lo deve sapere”.
Solleva la manica della maglietta, tatuato sul braccio un delfino colorato sembra festeggiare il suo bellissimo argento: “Questa medaglia la dedico ai miei genitori, ma anche alla mia squadra e soprattutto a me stesso”.

Servizio integrale nel Corriere di Viterbo del 26 giugno

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