Il presidente della Spencer and Lewis protagonista di un seminario sui nuovi media pubblicitari

Non chiamateci più "bamboccioni"

22.04.2013 - 13:48

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Nuovi media e comunicazione pubblicitaria perla promozione di prodotti ed eventi. Questo l’argomento del seminario dell’Unitus organizzato dal Dipartimento di economia e impresa.
Relatore del caso Giorgio Giordani, presidente della Spencer and Lewis, una società giovane che in pochi anni è riuscita nell’impresa di ritagliarsi una cospicua fetta di un mercato in continua contrazione. Nella sua presentazione il dottor Giordani ha parlato della suo personale percorso professionale, dagli inizi fino al grande successo della Spencer and Lewis, coinvolgendo gli studenti con un approccio aperto ed informale.
"Tanto tempo fa un professionista spagnolo – ha esordito il presidente della Spencer and Lewis - mi raccontò che nella vita occorre avere le famose 3C: la ‘cabeça’ ovvero la testa, occorre essere intelligenti, curiosi e voraci nel percorso della propria vita professionale; il ‘corazon’ ovvero il cuore, la passione e ancor meglio la pancia che dobbiamo ascoltare nelle nostre scelte professionali; infine il ‘culo’, perché per poter far lavorare la testa spinta dal cuore è necessario trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Ad esempio il nome della mia società, Spencer e Lewis, è stato ‘adottato’ a partire da una piccola società pubblicitaria canadese. Il fattore ‘C’ in questo caso è stato incontrare casualmente l’erede del marchio e trovare un accordo per il suo utilizzo, cosa che ci ha garantito una buona base di notorietà, utilissimo per una società, de facto, appena nata, per di più in un periodo particolarmente difficile per l’impresa in generale. Per quanto riguarda coraggio e testa, noi cerchiamo di dare sempre il massimo, rifiutando il concetto stesso di ‘impossibile’, cercando anzi di sfidarlo continuamente. Quando io e il mio socio abbiamo cominciato, la crisi aveva già cominciato a colpire duro. Malgrado tutti i consigli e a dispetto di ogni previsione, però, noi ce l’abbiamo fatta, proprio perché non abbiamo avuto paura di buttarci".

Servizio integrale nel Corriere di Viterbo del 22 aprile
a cura di Alessandro Bruni

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